Mandzukic, l’arma in più che gli altri non hanno

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© foto Massimo Pinca

Quando il croato segna la Juve ha poi sempre vinto e le altre grandi d’Europa non hanno un giocatore alla Mario Mandzukic

Tutti pazzi per Mandzukic. Tifosi, compagni di squadra, ma non solo. Perchè Mario è un ala con tutte le caratteristiche fisiche opposte a quelle di un giocatore in quel ruolo. Però, un pò come la storia della struttura alare del calabrone, lui non lo sa e gioca bene lo stesse. L’intuizione di Allegri ha comunque tolto qualcosa. Perchè in questa stagione, se si considerano le partite senza il 4-2-3-1, Mandzukic è il giocatore che ha segnato di più (7 gol totali). Col nuovo modulo invece solo un gol a Crotone.

BOMBER MANCATO– Da qui le voci di una presunta insoddisfazione del croato a fare da esterno votato più al sacrificio che alla fase di conclusione. Certo per un giocatore abituato da sempre ad andare in doppia cifra è un bel cambiamento. L’anno scorso per lui 13 gol totali, ma dal 2012 fra Bayern Monaco ed Atletico di Madrid ha sempre segnato più di 20 gol all’anno.

NUOVO RUOLO– Però il feeling con i tifosi non ha mai raggiunto i picchi attuali. Tutto si stringono attorno a Mario e i voti in pagella schizzano verso l’alto. Meno gol, ma migliori prestazioni. É questa la sostanza, a cui Mandzukic sembra essersi abituato pure bene. Contro il Genoa spesso si è fermato dietro a coprire le avanzate di Asamoah, anche se tecnicamente nel 3-4-1-2 (mascherato da 4-2-3-1 con Lichtsteiner alto) non era la sua posizione. Un modo per dire che ormai il suo ruolo è quello.

NESSUNO COME LUI– Il vantaggio competitivo in Champions potrebbe essere notevole. Nessuna fra le semifinaliste ha in rosa un giocatore con le caratteristiche di Mandzukic in quella posizione. E soprattutto i terzini non sono abituati ad affrontare quello che a tutti gli effetti è un attaccante centrale che si fa avanti indietro su tutta la fascia. Il Monaco è avvertito.

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