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Paganin: «Juve, ti serve tempo. Dybala è fondamentale» – ESCLUSIVA

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In esclusiva per Juventusnews24, Massimo Paganin, dirigente e opinionista Mediaset, ha analizzato il momento bianconero

La vittoria di ieri sera contro lo Zenit è stata come una boccata d’ossigeno per la Juve, che veniva da ben tre partite senza successo in campionato. Centrata la qualificazione agli ottavi di Champions con due turni di anticipo, i bianconeri devono ora trovare continuità anche nelle altre competizioni. Di questo, e molto altro, noi di Juventusnews24 abbiamo parlato con Massimo Paganin, che ieri ha commentato la gara per Mediaset.

Che Juve ha visto in campo con lo Zenit? 

«La vittoria di ieri è stata molto importante. La squadra di Allegri ha messo in campo un’ottima prestazione. Sembra abbia due marce: percorso netto in Europa, mentre in campionato sta trovando qualche difficoltà in più. Ma la squadra c’è e lo ha dimostrato sul campo vincendo meritatamente».

Come si spiega questa differenza di risultati tra campionato e Champions?

«Succede. Può capitare che, delle volte, una squadra non parta bene in una competizione, concentrandosi maggiormente su un’altra. C’è un equilibrio ancora da trovare, ma la Juve ha fatto passi avanti considerando che negli scorsi anni faticava anche in Europa, dove adesso invece c’è la massima concentrazione. A dimostrazione di ciò c’è l’1-0 con il Chelsea, in una partita dove è vero che ha subito il possesso palla avversario, ma alla fine ha portato a casa il risultato. Con lo Zenit non era facile dopo le due sconfitte consecutive in campionato, ma i bianconeri hanno approcciato bene. Dopo l’1-1 molto fortunoso poteva subire il contraccolpo e demoralizzarsi. Non è stato così, quindi la squadra in quanto a temperamento c’è».

Migliore in campo ieri è stato sicuramente Paulo Dybala. Come lo vede? E’ stato responsabilizzato dalla cessione di Ronaldo?

«Tutta la squadra è stata responsabilizzata dalla cessione di Ronaldo. Non è facile sopperire ad un’assenza del genere, occorre tempo. Dybala finalmente sta trovando continuità dopo un periodo sfortunato in cui è stato colpito da una serie di piccoli infortuni. Ieri, giocando in un sistema asimmetrico, con un play e due mezze ali offensive, si è potuto muovere più liberamente, trovando la posizione a lui più congeniale in campo. La Juve ha bisogno di uno come lui, in rosa al momento non c’è nessun altro con il talento dell’argentino».

Secondo lei sarà possibile, in qualche occasione, vedere la Juve schierata con un tridente Chiesa-Morata-Dybala? 

«Ci può stare, ma molto dipenderà dai centrocampisti che giocheranno. Non è facile trovare l’equilibrio giusto, la Juve ha sofferto molto fin qui per questo. Basta pensare alle partite con Empoli e Sassuolo, in cui ha perso per aver subito delle ripartenze con la squadra sbilanciata in avanti. Allegri sta cercando di trovare i calciatori a seconda dell’avversario che gioca contro». 

Allegri è l’allenatore giusto per ricostruire questa Juve?

«Il rendimento della squadra fin qui è stato altalenante. Si sta ritrovando dopo la cessione di Ronaldo dalla quale, ricordiamolo, sono passati solamente un paio di mesi perchè è andato via alla fine di agosto. Allegri ad inizio stagione ha dovuto fare i conti con diversi problemi, ci sono state tante assenze pesanti nelle prime partite. Adesso la Juve piano piano si sta ritrovando, ma servono calma e tempo, oltre a dare continuità. Il fatto che abbia passato il girone in Champions è sinonimo di una squadra che riesce a scindere le competizioni in cui gioca. Il percorso europeo è stato netto, la squadra mentalmente si esalta in queste occasioni, altrimenti avrebbe faticato anche contro lo Zenit».

C’è qualche reparto su cui interverrebbe a gennaio? 

«Io penso che la rosa della Juve sia più che completa. Insieme a quella dell’Inter è la più forte sulla carta. Grandi ritocchi penso che al momento non vadano fatti, ma comunque aspettiamo i prossimi mesi per vedere dove sarà la squadra. Ha poco senso comprare tanto per comprare, se un giocatore non è funzionale al progetto è inutile acquistarlo. L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di cercare una punta di riserva, perchè al momento c’è il solo Morata nel ruolo, considerando che Kean non lo è. Però ci tengo a sottolineare nuovamente il fatto che, o si trova un giocatore da Juve, o è inutile fare spese».

Rimanendo in tema punte, non giudica troppo severe le critiche rivolte nelle ultime settimane a Morata?

«Sicuramente si. Considerando il valore del giocatore i tifosi si aspettano sempre il massimo, che ad ogni partita segni e faccia la differenza. Sta facendo un po’ di fatica, ma penso stia allo stesso tempo lavorando molto bene per i compagni, lo si è visto anche ieri. Anche per Morata vale il discorso fatto per la squadra, deve trovare continuità di rendimento. Giocare con compagni sempre diversi o in posizioni sempre diverse causa delle difficoltà che non sempre è facile mettersi subito alle spalle».

Prossimo impegno in calendario è la gara con la Fiorentina. Che partita si aspetta?

«Sarà un impegno complicato, non c’è alcun dubbio. La Fiorentina è una squadra ben messa in campo, punterà sul dare un ritmo molto elevato al match, potendo anche contare su una punta come Vlahovic che è molto veloce e sa attaccare bene la profondità. Chiunque giocherà dei centrali sa che sarà una sfida in cui bisognerà essere perfetti e lo stesso discorso vale per i terzini, perchè la squadra di Italiano ha esterni in grado di superarti nell’uno contro uno. Non sarà facile, ma è in queste partite che bisogna fare il salto di qualità per crescere come gruppo».

Parlando di campionato, qual è secondo lei l’obiettivo della Juve ad oggi? Si può ancora parlare di scudetto?

«Al momento bisogna lasciar perdere lo scudetto, ci sono troppi punti di distacco dalla coppia di testa. Penso che Allegri ora voglia solo cercare di vincere partita dopo partita, poi la classifica si scalerà da sola. L’obiettivo deve essere la qualificazione in zona Champions, è utopico parlare di scudetto in una situazione come questa. In estate è stato avviato un progetto di rinnovamento, che porterà poi la Juve a vincere si, ma nei prossimi anni. Quando una squadra come quella bianconera, ma anche il Milan o l’Inter, passa un periodo senza vincere, sembra tutto da buttare via ma non è così. Il club rimane, la sua storia rimane, ha sempre vinto tanto ma ora c’è bisogno di pazienza».

Quindi chi lo vince questo campionato?

«Le favorite sono ovviamente Milan e Napoli perchè sono staccate dalla concorrenza. Gli ultimi anni hanno dimostrato che, chi va in fuga, difficilmente poi viene ripreso. Le gare spartiacque per le due squadre saranno certamente quelle con l’Inter. Avremo l’opportunità di vedere se i nerazzurri riusciranno a colmare il gap o se, al contrario, il divario verrà confermato. Attenzione poi alle partite con le piccole, perchè sono quelle che alla fine ti fanno arrivare primo. Per i primi veri e propri conti, però, aspettiamo il periodo tra dicembre e gennaio e vedremo come sarà la situazione».

Si ringrazia Massimo Paganin per la cortesia e la disponibilità mostrate nel corso di questa intervista.