Maurizio Vermiglio: «Monaco avversario alla portata. Allegri? Giusta la riconferma»

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© foto Massimo Pinca

Il direttore sport Piemonte Gruppo Inetweek e opinionista fisso della trasmissione Cuori Bianconeri in onda su Quartarete a tutto campo sul sorteggio, andamento  stagionale della Juventus e riconferma di Allegri

Direttore, il sorteggio delle semifinali ha accoppiato la Juventus al Monaco…

«Quanto ci ha tolto Ian Rush negli accoppiamenti dei quarti, ci ha ridato nel sorteggio per la semifinale. La Juve, avendo un credito aperto aperto con la fortuna, l’abbinamento con il Barcellona, venerdì a Nyon è passata all’incasso pescando il Monaco. Delle tre opzioni, io credo, che la squadra di Jardim sia quella più alla portata. Per diversi motivi. Nonostante la giovane età della squadra francese, il fatto di aver iniziato il percorso di Champions dai preliminari, potrebbe incidere a fine stagione, senza dimenticare che i monegaschi in Ligue 1 sono in lotta con il Psg per il campionato (pari punti con una partita in meno) e in corsa per la Coupe de France: impegni che inevitabilmente porteranno via energie fisiche e mentali. Poi, certo, Mbappe, la rivelazione della competizione; Falcao che è ritornato ai suoi vecchi standard dopo l’infortunio dell’anno scorso; Moutinho e Bakayoko con la loro qualità e l’esperienza di Raggi e Glick sono clienti da cui diffidare. Ma non tanto quanto mister 100 gol e 100 milioni – Ronaldo e Bale – senza dimenticare un Marcelo in forma splendida, o Griezmann: Real contro Atletico, derby di Madrid in chiave Champions».

Higuain ha finora segnato soltanto 3 gol in Champions League, di cui 0 nella cosiddetta “fase k.o.”. A cosa si deve questa sua astinenza nei palcoscenici europei che contano?

«Anche in campionato ha subito un lungo periodo di digiuno, non quanto quello europeo, ma entrambi hanno lo stesso comune denominatore: il sistema di gioco di Allegri. Il tecnico livornese non perde occasione di parlare non di difesa, ma di “sistema difensivo” e del fatto che la partita perfetta è fatta di una buona fase propositiva a cui si alterna quella di contenimento. Questo per dire che anche il Pipita, giunto a Torino con il suo record di gol in Serie A dello scorso anno, ha dovuto sacrificare sull’altare dell’equilibrio tattico, parte del suo potenziale esplosivo, accettando il compromesso. E l’eliminazione del Barcellona parte anche da qui: Higuain è stato il primo dei difensori. Grande dispendio fisico che lo ha portato a commettere degli errori sotto porta. Ma nonostante tutto, in campionato, è comunque in corsa per il titolo di capocannoniere».

Nei giorni scorsi l’a.d. bianconero Giuseppe Marotta ha dichiarato esplicitamente che il prossimo anno Max Allegri rimarrà sulla panchina della Juventus, come peraltro già precisato in precedenza da John Elkann e Fabio Paratici.

«Allegri, soprattutto quest’anno, ha tagliato il cordone ombelicale con quella che era la Juve di Conte e oggi, questa, è la “sua” squadra. La rivoluzione tattica post-Firenze varata contro la Lazio, è una sua (felice) intuizione che, però, oggi, porta ad un paradosso: la panchina corta. Con l’infortunio di Pjaca e del 16enne Kean in attacco non ci sono sostituiti. Anche contro le provinciali, Higuain (il più utilizzato da Allegri) deve giocare: altrimenti chi al suo posto? Mandzukic potrebbe tornare al centro dell’attacco, con l’effetto collaterale di dover smontare tutta l’impalcatura europeista che ha costruito con il 4-2-3-1. Inoltre il tecnico toscano ha dimostrato di essere anche un ottimo allenatore di cervelli – perché la Juve è cresciuta anche e soprattutto in mentalità – e poi in tre anni (ad oggi) ha vinto 5 trofei e raggiunto 2 semifinali di Champions: numeri che valgono un rinnovo. Solo con un allenatore lo cambierei: Jurgen Klopp».

Qualora la Juventus dovesse vincere la Champions League come opereresti se ti trovassi nei panni della società bianconera nel rigettare le basi per un ulteriore ciclo di grandi successi?

«Se la Juventus dovesse conquistare la Champions, significherebbe per il bilancio bianconero un’entrata di circa 130 milioni. Tanti soldi. Da investire, per lo più, dalla cintola in su. Sicuramente occorre un top player a centro campo: si parla molto di Isco, con il talentuoso Bentancur già nella scuderia. Ma anche di giocatori dalle caratteristiche tali da poter dare il cambio a Cuadrado, Dybala, Mandžukić e Higuain considerando che Pjaca prima del prossimo settembre non sarà disponibile: Douglas Costa del Bayern è un altro bel nome. Nel frattempo, però, deve continuare a monitorare giovani interessanti come Caldara, Orsolini, Mandragola (già acquistati), Franck Kessié, Bernardeschi, Berardi».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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