Miralem Pjanic, intervista a 360 gradi

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Il bosniaco Pjanic ai microfoni di Tuttosport parla del big match contro gli alieni del Barcellona e del suo approdo alla Juventus

Dopo il match con la Sampdoria il numero 5 bianconero, diventato ormai il faro del centrocampo juventino, rilascia qualche parola per Tuttosport rispetto al match che vedrà la Juventus affrontare il Barcellona«Eravamo tutti assieme durante il sorteggio» – spiega Pjanic«Qualcuno ha sorriso, altri non hanno avuto reazioni particolari. Si è capito perché la nostra partita è stata l’ultima sorteggiata: quando è uscito il Bayern per il Real era chiaro che noi avremmo affrontato il Barca. Abbiamo preso una delle favorite, ma noi quest’anno vogliamo provare a vincere la Champions. Penso che anche il Barca avrebbe preferito un altro avversario. Il 6 a 1 al PSG ha dimostrato la potenza del Barca, ma ci hanno messo del loro anche i parigini. Al Camp Nou non sarà facile, ma nemmeno per loro allo Stadium».

Pjanic spolvera poi i primi otto mesi passati in bianconero dopo l’addio alla Roma: «Quando era alla Roma e guardavo la Juventus speravo che perdesse e non succedeva mai. Ora ho capito perché: la società è solida e forte e anche i ragazzi non mollano mai niente. Né in allenamento né in campo, neppure un centimetro. E’ una questione di mentalità. Sono dei killer. Personalmente è stata dura trovare una collocazione, pensavo fosse più veloce l’adattamento. Mi sono trovato di fronte a un nuovo sistema, nuovi allenamenti, nuovi compagni. Era un modo di giocare che forse non metteva in luce tutte le qualità della squadra. Dopo le sconfitte di Genova e Firenze qualcosa è cambiato, a livello mentale e tattico».

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