Connettiti con noi

Esclusive

Porrini: «Bisogna dare fiducia ad Allegri. Dybala resta un’incognita» – ESCLUSIVA

Pubblicato

su

Ascolta la versione audio dell'articolo

Sergio Porrini, ex difensore della Juventus, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Juventusnews24.com. Le sue dichiarazioni sul momento della squadra di Allegri

Periodo complicato per la Juventus, dentro e fuori dal campo. La formazione di Massimiliano Allegri affronta questo pomeriggio l’Atalanta in un clima non certo sereno, considerando la figuraccia di martedì in Champions con il Chelsea e l’indagine della Procura di Torino sul caso plusvalenze. La redazione di Juventusnews24.com ha intervistato Sergio Porrini – ex difensore bianconero tra il 1993 e il 1997 ma anche degli orobici prima dello sbarco sotto la Mole, oggi vice allenatore di Reja nell’Albania – per analizzare il momento di Chiesa e compagni in vista dell’importante sfida dell’Allianz Stadium contro la squadra di Gasperini.

La Juventus arriva al match con l’Atalanta dalla batosta di Champions contro il Chelsea: si aspettava una prova così negativa dalla squadra di Allegri?

«Non mi aspettavo una sconfitta così pesante o almeno con queste proporzioni. E credo non se l’aspettasse nessuno. E’ stata una partita, non solo sul piano del risultato ma anche dell’atteggiamento, negativa su tutti i fronti. Ti fa riflettere e pensare: perdere con una squadra fortissima come il Chelsea ci sta, ma c’è modo e modo. Sembra quasi di vedere la Juventus degli ultimi anni, quella altalenante che sembrava trovare la quadra e poi subito ci smentiva con delle prestazioni negative. Le ultime partite di campionato hanno sorriso ad Allegri sul piano del risultato, però non si è vista una squadra brillante in campo nel gioco».

L’Atalanta non è il miglior avversario per cercare subito il riscatto…

«Adesso diventa difficile in campionato perché trovi una squadra come l’Atalanta che parte da un’idea e un’organizzazione ben precisa, oltre a continuare a fare bene sul piano dei risultati negli ultimi tempi. Ha dimostrato anche col gioco di poter primeggiare nel nostro campionato e mostrato inoltre delle ottime prestazioni in Champions League. E’ una squadra che può mettere in difficoltà la Juve per come affronta e interpreta le partite».

Il capitolo scudetto è chiuso per la Juventus? Allegri e i suoi devono puntare adesso ad un posto tra le prime quattro?

«Il campionato è ancora lungo, però è logico pensare che visto il distacco in classifica dipenderà molto dal rendimento delle prime tre in classifica, senza peraltro lasciare fuori un’ottima squadra come l’Atalanta. Se davanti dovessero iniziare a perdere punti e ad incepparsi, allora la Juventus dovrà farsi trovare pronta e sfruttare l’occasione. Però la formazione di Allegri non può permettersi più passi falsi visto lo scenario di classifica. Inoltre, non mi sembra la Juve di qualche anno fa (stagione 2015/2016, ndr) quando recuperò tanti punti alle rivali: quella rosa era più forte. Credo che al momento bisogna pensare a lottare per un posto tra le prime quattro».

Giusta la scelta di Agnelli di riaffidarsi ad Allegri in panchina?

«La Juve ha fatto una scelta e la deve portare avanti perché arriva da troppi cambiamenti in panchina dopo Sarri e Pirlo. Agnelli ha preferito tornare all’usato sicuro con Allegri: chi meglio di lui conosce l’ambiente bianconero e ha la sensibilità giusta per risanare la situazione. In questo momento sembra avere delle grosse difficoltà, però quella di affidarsi ad Allegri credo sia stata la scelta giusta. Bisogna continuare a dargli fiducia».

Lei avrebbe preso un altro allenatore con un altro stile di gioco, come ad esempio Gasperini?

«Gasperini è l’artefice principale dei grandi successi dell’Atalanta. Però un conto è allenare l’Atalanta, un conto una grande squadra come la Juve dove ci sono tante pressioni. Io gli avrei concesso comunque una chance in una big, malgrado non abbia fatto bene all’Inter».

Dove dovrebbe intervenire la Juventus sul mercato?

«La Juventus è carente in diversi reparti. Sicuramente serve un esterno basso a sinistra e poi bisogna assolutamente fare qualcosa a centrocampo. Lo dico già da tempo: in mezzo al campo la Juve ha delle difficoltà ed è un settore che va rinforzato sul mercato. Locatelli è un gran bel prospetto, giovane e di qualità, che sta dimostrando di poterci stare bene alla Juve. Vicino gli servono però dei giocatori di esperienza, abituati a vincere e che i bianconeri avevano negli scorsi anni come ad esempio Pirlo, Khedira o Matuidi. Manca gente di personalità in grado di far compiere il salto di qualità alla squadra».

Vlahovic però farebbe comodo in attacco…

«Vlahovic è in questo momento il centravanti più forte sul mercato in Italia e certamente darebbe più garanzie in attacco. Fossi nella dirigenza, comunque, io lavorerei soprattutto per rinforzare il centrocampo».

A proposito di laterale sinistro: Gosens sarebbe l’innesto giusto in quel ruolo?

«Gosens sta facendo molto bene all’Atalanta e ha disputato anche un ottimo Europeo con la Germania. Magari giocare in una difesa a tre o a quattro può cambiare qualche meccanismo, ma potrebbe essere certamente l’esterno sinistro ideale per la Juventus per rinforzarsi».

C’è qualche altro talento che dall’Atalanta porterebbe alla Juve?

«Prendere giocatori delle squadre di Gasperini o Juric, che è un altro che ha la stessa filosofia di gioco, non è mai facile e lo stiamo vedendo in giro con le altre squadre. Sono magari perfetti per quel tipo di progetto, mentre poi altrove rischi di avere delle difficoltà. E’ logico che, se dovessi pensare ad un altro giocatore dell’Atalanta oltre a Gosens da portare alla Juventus, non avrei dubbi e prenderei Zapata. E’ il tipo di centravanti che in questo momento manca all’undici di Allegri».

C’è qualche giocatore indispensabile in questo momento nella rosa di Allegri?

«Nella Juventus probabilmente adesso è Chiesa quel giocatore di spicco in grado di fare la differenza e sul quale puntare forte. Poi c’è l’incognita Dybala: è un campione con dei mezzi eccezionali, però non riesce mai ad esprimere il meglio delle sue qualità: vuoi per gli infortuni, vuoi per un rendimento altalenante. Sono Chiesa e Dybala però i due elementi di maggior talento della Juve e sul quale Allegri e la società devono puntare».

Si ringrazia Sergio Porrini per la gentile disponibilità e cortesia mostrata durante questa intervista