PUNTO A CAPO – Alvaro Morata, l’Italia nel destino e la Juventus nel cuore

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Morata e l’Italia, un feeling sbocciato anni fa e mai nascosto. Lo spagnolo torna a Torino dove è diventato grande

Le sue parole d’addio alla Juventus, commosse, in realtà erano un arrivederci. Perché Morata a Madrid e a Londra si è sempre voltato indietro, guardando l’Italia e la Juventus. A Torino è diventato uomo, sbarcato per la prima volta nella serata del 18 luglio 2014 da giovane promessa, è cresciuto tra vittorie e delusioni superando il momento più complicato della sua vita extracalcistica, anche grazie al supporto di Buffon, Allegri e i compagni di squadra. Il Real Madrid ha deciso di far valere il diritto di recompra, ma lui a Torino ha lasciato un pezzo di cuore, portandosi in Spagna la fidanzata (ora moglie) Alice, conosciuta tramite l’amico Zaza. Morata torna dopo l’esperienza al Real, Chelsea e Atletico, un giocatore maturo anche se non la prima scelta della Juventus che prima di lui aveva corteggiato Cavani, Suarez e quasi chiuso con Dzeko.

Ma le strade del calciomercato sono infinite, e le sliding doors dell’operazione Milik – Dzeko, mai chiuse, hanno convinto la dirigenza bianconera all’affondo decisivo su Alvaro, già sondato positivamente qualche settimana fa. Un segno del destino, probabilmente la chiamata che aspettava da qualche anno. Non sarà Dzeko o Suarez, ma Morata conosce bene Pirlo, ha fatto innamorare i tifosi e per la maglia della Juventus ha sempre dato tutto. Compresi i gol pesanti in Champions League contro il suo Real e in finale contro il Barcellona, centravanti, prima o seconda punta può giocare ovunque e con chiunque. La Juve ha scelto, Alvaro Morata torna a casa.

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