PUNTO A CAPO – Juve, le polemiche viola e l’alibi del complotto

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La Juve è sempre sotto la lente della critica, ma oggi come oggi parlare di sudditanza ed errori per favorire i bianconeri è un autogol

Non può diventare un’abitudine. Non al giorno d’oggi, con il VAR e una delle classi arbitrali che l’intera Europa ci invidia. Lamentarsi delle sconfitte contro la Juventus è una moda che ferisce la società bianconera, sminuisce l’intero movimento calcistico e insulta gli arbitri di Serie A. Un alibi comodo, riproposto ciclicamente da chi subisce un torto, e sostenuto a gran voce dalle storiche avversarie della Juventus, impotenti dopo otto anni di dominio ininterrotto in Italia. Il VAR ha ridotto drasticamente la percentuale di errori, ma non l’ha azzerata.

Si sbaglia ancora, meno di prima, a volte contro e a volte a favore dei bianconeri, ma Sarri, potendo contare su una rosa superiore alla media per numero di giocatori e qualità, riesce quasi sempre a vincere comunque. Il punto è proprio quello: la Juve continua a vincere, e a farsi scivolare addosso tutto il resto, mentre alcune avversarie si aggrappano a casi ed episodi, pur di giustificare una sconfitta. Commisso aveva tutte le ragioni per lamentarsi del secondo rigore su Bentancur, ma ha esasperato toni e modi passando dalla parte del torto, dopo aver lanciato accuse su tutto e tutti, sistema compreso. Si può discutere, si può anche criticare, ma non si può ignorare il cammino incontrastato della Juventus in Italia. Non per favori arbitrali, ma semplicemente perché più forte delle avversarie.

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