PUNTO A CAPO – La sfida di Agnelli tra scudetti e innovazione

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Negli ultimi nove anni di presidenza Agnelli ha rilanciato la Juventus in campo e fuori. Il rinnovamento è una costante, così come i trofei

Nel 2010 si è seduto al volante di una berlina e in meno di 10 anni l’ha trasformata in una fuoriserie fiammante, invidiata in Italia e rispettata in Europa. Oggi Andrea Agnelli festeggia 44 anni, gli ultimi 10 compleanni da presidente della Juventus, con un bilancio straordinario: 16 trofei, dei quali 8 scudetti consecutivi. L’incidenza di Andrea Agnelli è stata decisiva anche a livello societario, con una crescita esponenziale del brand Juventus sui mercati orientale e americano, e il boom del fatturato a quota mezzo miliardo di euro.

Una politica aziendale costantemente proiettata al futuro e al rinnovamento, scandita dalle scelte di un presidente “decisionista”, che ha capito – spesso in anticipo – quando era il momento di cambiare le cose. Dall’addio di Del Piero, al logo rinnovato nel 2017, fino alla separazione con Beppe Marotta e Aldo Mazzia dell’anno scorso, anche in nome di un ricambio generazionale che ha promosso sul campo i nuovi vertici bianconeri: Agnelli, Nedved e Paratici. Le due scommesse più eclatanti sono state le ultime: l’ingaggio di Cristiano Ronaldo e il cambio in panchina, con Sarri al posto di Max Allegri, dopo 5 scudetti consecutivi. Una rivoluzione dopo l’altra, perché alla Juve rinnovamento e vittorie negli ultimi anni viaggiano in parallelo.