Quanta pazienza per una passione sportiva!

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Non ci avevo mai pensato, ma le parole passione e pazienza condividono l’etimologia, hanno la stessa origine linguistica e questo apre il discorso a tante implicazioni interessanti…

Derivano entrambe dal verbo latino “patior”, che significa “patisco, soffro” e già il fatto che questo verbo sia deponente, cioè presente solo alla forma passiva, la dice lunga. In entrambi i termini è sottesa l’idea della sofferenza, quindi siamo ben lontani dalla nostra idea di passione, che invece richiama qualcosa di positivo come l’amore sfrenato.

Semmai siamo più vicini alla Passione con la P maiuscola, quella patita da Colui che è diventato l’emblema delle sofferenze terrene e della pazienza nell’affrontare le avversità. E anche il frutto della passione-passion fruit, da molti creduto afrodisiaco a causa dell’errore interpretativo, si riferisce proprio a quell’altra passione, dal momento che al suo interno stami, corolla e viticci ricordano nella forma gli strumenti della crocifissione e della flagellazione di Cristo.

La passione esige pazienza, questo è fuori discussione. Anche una forte passione amorosa talvolta mette a dura prova gli amanti più convinti e la pazienza è l’unica arma per proseguire e crederci ancora. Della passione per la squadra del cuore, poi, siete di sicuro più esperti di me. Quanta pazienza ci vuole, partita dopo partita, settimana dopo settimana, per mantenere salda la passione calcistica e per non farsi prendere dallo sconforto, se qualcosa va storto!

La passione per la Juventus è qualcosa di totalizzante, investe la vita intera. E quanta pazienza richiede. Mi vengono in mente immagini (reali) di gruppi di tifosi che, sfidando chilometri di code, inclemenze del tempo e lamentele di mogli (o mariti!), dimenticando per qualche ora o giorno tutto e tutti, si mettono in cammino per raggiungere l’Amante, anche se è una Vecchia Signora che ha più di cent’anni.

Ecco l’immagine della passione per la Juventus: esige sacrificio, dedizione, pazienza appunto, ma quante soddisfazioni offre in cambio. Quanti brividi, emozioni, risate; un investimento del cuore e dei sensi. E non solo in caso di vittoria. Quando c’è la vera passione, anche la sconfitta è bene accetta e si riconosce il valore dell’avversario. Si riconosce il valore del gioco e del tacito patto (“oggi a te, domani a me”), senza sentimenti di vendetta o di rivalsa. Con sano senso sportivo, che vuol dire RISPETTO prima di tutto.

Se c’è passione – e quindi pazienza – tutti i risultati sportivi avranno il sapore di un frutto succulento, che per maturare ha richiesto tempo, dedizione e talvolta anche qualche piccola rinuncia.

“Niente di grande è stato fatto al mondo, senza il contributo della passione” (Hegel)

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