Rolando Mandragora, un predestinato in attesa di gloria

Rolando Mandragora
© foto www.imagephotoagency.it

Il ragazzo napoletano, centrocampista di indubbie capacità e grande visione di gioco, è completamente guarito e ha deciso di rimanere alla Juventus per giocarsi le sue carte

Finalmente si è rivisto in campo Rolando Mandragora. Dopo una lontananza forzata, lunga oltre nove mesi, a causa di un infortunio fastidioso, durato molto più del previsto e due operazioni chirurgiche, il ragazzo ha finalmente indossato la maglia bianconera. La frattura al piede destro, risalente al 30 aprile del 2016, quando giocava con i colori del Pescara e la successiva ricaduta, ormai sembrano lontani incubi: Mandragora è tornato a calcare il prato per giocarsi una partita di calcio, anche se solo nel campionato Primavera. Mister Grosso lo ha messo in formazione iniziale contro il Sassuolo e lui è tornato ad essere un calciatore, anche se l’esito del match non è stato positivo, vista la sconfitta dei ragazzi contro i pari età neroverdi.

Quarantacinque minuti per riprendere confidenza con il pallone, riassaggiare i ritmi di gioco, le manovre, chiaro che ci vorrà ancora del tempo per ritrovare il vero Mandragora, ma ormai ci siamo e con l’aiuto della fortuna, che per mesi gli ha voltato le spalle, il ragazzo di Scampia potrà giocarsi le sue carte in questa seconda parte di stagione con la prima squadra. Allegri lo ha blindato e non ha voluto che partisse nel recente mercato di gennaio, l’ha convocato per la prima volta in stagione, per la gara contro l’Inter, facendo riassaporare a Rolando l’atmosfera dello spogliatoio, insomma un ennesimo passo verso la sua nuova, e ci si augura luminosa, vita in maglia a strisce bianche e nere. Mandragora è un predestinato, al momento in attesa. Inevitabilmente la sua vita calcistica vira sui colori della Juventus sin da suo esordio in Serie A, cresciuto nel settore giovanile del Genoa, debutta il 29 ottobre 2014, a 17 anni e 4 mesi, nella partita Genoa-Juventus (1-0) nella quale viene schierato come titolare dal tecnico Gasperini. Ricordo perfettamente quel match e la prova da veterano consumato di Rolando, fattore che impressionò la dirigenza juventina che lo pose sotto osservazione.

Ancora qualche presenza con il Genoa in stagione, poi il passaggio in Abruzzo al Pescara, dove fa benissimo mettendosi in luce per la sua poliedricità, visti gli infortuni in difesa, Oddo, lo sposta da difensore centrale, e Mandragora disputa partite scintillanti. Il 19 gennaio 2016 la Juventus comunica il suo acquisto a titolo definitivo in cambio di 6 milioni di euro, e il giocatore resta a Pescara fino al termine della stagione, poi la sventura ci mette coda e orecchie, e il 30 aprile 2016 riporta la frattura del quinto metatarso del piede destro nella partita di campionato contro la Virtus Entella, chiude così in anticipo la stagione, dopo aver totalizzato 26 presenze in campionato. Ora è arrivato il momento di riprendersi totalmente il campo e Mandragora, ragazzo calmo, intelligente e senza grilli per la testa, scalpita. La Juve e la Under 21 lo attendono, e lui che ha solo vent’anni, sa di avere il futuro dalla sua, dall’alto delle sue qualità calcistiche sopraffine di centrocampista moderno, capace di giostrare in tutte le posizioni della mediana, spiccano le sue doti di palleggio, di tecnica, visione di gioco e corsa, senza omettere la sua duttilità quasi trasformista, qualità basilare nel calcio di oggi e dote apprezzatissima da Mister Allegri, tecnico che sa come far crescere i giovani.

Prova ne siano Dybala e Rugani solo per citare gli ultimi riuscitissimi processi di sviluppo. Il futuro è dalla parte di questo ragazzo partenopeo, Mandragora deve ritrovare il sentiero che lo ha portato a Torino e diventerà un pilastro della Juventus, ora sta a lui riprendersi il tempo perduto per un maledetto infortunio. Anche ai predestinati capita qualche imprevisto, poi tornano ad essere sublimi. Tutti ti aspettano Rolando.

Articolo precedente
OrsoliniRiccardo Orsolini show, doppietta per la Juve
Prossimo articolo
chielliniChiellini a Vinovo: «Al lavoro per rientrare presto»