Sarri trionfa con la Juve: la stagione della prima vittoria del tecnico

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Maurizio Sarri trionfa per la prima volta in Italia, vincendo il suo primo Scudetto: l’ annata bianconera in breve del tecnico

Maurizio Sarri può finalmente festeggiare il suo primo titolo in Serie A. Il tecnico della Juventus supera Niels Liedholm in una particolare classifica: diventa l’allenatore più anziano (o se si vuole esperto) a vincere uno Scudetto. Il tecnico bianconero, nato il 10 gennaio del 1959, vince il suo primo titolo in Serie A dunque a 61 anni, uno in più del compianto tecnico della Roma. Un’annata di certo difficile, con una nuova mentalità di gioco imposta alla squadra ed alcuni sprazzi di quello che viene definito Sarrismo.

I TRE MOMENTI CHIAVE – Sono tre i momenti che hanno aperto la strada al nono titolo consecutivo della Juventus. Senza dubbio la gara contro l’Inter all’andata: i bianconeri andarono a San Siro da secondi in classifica contro i nerazzurri di Antonio Conte davvero in forma. Maurizio Sarri fece affidamento su tutto il suo potenziale offensivo, trovando un successo per 2-1 con le reti di Dybala e Higuain. La rete del Pipita fu veramente un manifesto programmatico dell’idea di gioco di Sarri.
La seconda gara molto importante per il successo finale è stata quella contro la Sampdoria, prima trasferta dopo la sconfitta in campionato all’Olimpico contro la Lazio. Una prova di forza tra classe e strapotere fisico, con il matrimonio perfetto tra Cristiano Ronaldo e Dybala celebrato da Maurizio Sarri. La gara che ha poi lanciato i bianconeri verso la riconferma del titolo è stata l’ultima prima dello stop a causa dell’emergenza Coronavirus. Juve-Inter è stata una partita esplicativa della rivoluzione sarriana soprattutto nel secondo tempo, con il gol di Ramsey ed una squadra che si è espressa al meglio. Le basi per il successo sono state poste in questi tre momenti, ma nel post lockdown i bianconeri hanno mostrato di saper amministrare un vantaggio (mentale e in termini di punti) acquisito nel corso della stagione, anche con la complicità delle avversarie.

PAROLE – Se l’intervista nel post partita di Napoli-Juve ha fatto toccare il punto più basso di popolarità di Maurizio Sarri tra i tifosi bianconeri (QUI LE PAROLE DEL TECNICO), in pieno lockdown l’allenatore bianconero ha conquistato tutti. Nel corso del format di Juventus TV, “A Casa con la Juve”, Maurizio Sarri ha dichiarato il suo amore per l’ambiente Juve e di come è stato generato: «Ci sono due cose che mi hanno colpito: l’amore e l’odio. Siamo circondati dall’amore in tutte le città in cui andiamo, ma anche da odio. Noi siamo quelli ‘favoriti’ dagli arbitri, ma guardi i numeri è parlano chiaro, sono impressionanti. Sono stato fischiato a Napoli io, a Torino i tifosi della Fiorentina hanno insultato mia madre. Questo ti fa capire che odio c’è per questa società, e questo ti porta a innamorarti della tua realtà».

PAROLACCE – La schiettezza del tecnico non è passata inosservata ai puristi dello stile Juventus. Una certa accezione più che volgare davvero sincera, con un atteggiamento di quasi complicità con chi si trova al suo cospetto. A volte però Sarri ha perso un po’ le staffe, come nel momento in cui gli venne imputato di non aver mai vinto in Italia, prima della gara contro il Napoli in finale di Coppa Italia: «Mi girano i cog***** quando sento che in Italia non ho vinto nulla. Ho fatto 8 promozioni nella mia carriera dall’Eccellenza alla C1, una dalla B alla A, e sono andato sul campo in Coppa dei Campioni. Questo è poco visto da giornalisti abituati a parlare di Champions. Può sembrare semplice, ma è stato un percorso difficile. Abbiamo il sentimento di voler vincere un trofeo importante per la società, i tifosi e i ragazzi. Non ho retro-pensieri sull’avversario che affrontiamo». L’ultimo sfogo è davvero recente e si riferisce alla conferenza stampa alla vigilia della gara contro l’Udinese. Sarri ha risposto alla domanda sulle crtiche al suo lavoro, nonostante l’imminenza della conquista del titolo: «Probabilmente sto sui cog***** a qualcuno. Mi interessa relativamente. Alla fine quelle dei giornalisti sono delle opinioni. Penso di saperne di più, magari sbaglio, ma fammi essere presuntuoso. Conosco tutte le difficoltà e ho tutti i dati a disposizione per saperne di più di chi esprime un’opinione, comunque legittima». Quando si dice mettere le cose in chiaro.

PRIMO TITOLO MA QUANTA STRADA – La carriera di Maurizio Sarri trova oggi la sua consacrazione con un trofeo in Serie A, ma il tecnico bianconero ha comunque ottenuto molto dalla sua carriera. Sono tante le promozioni che lo hanno portato dai dilettanti dritto dritto in Serie A con l’Empoli (QUI TUTTA LA TRAFILA), ma è doveroso ricordare la stagione 2017/2018 quando con il Napoli contese lo Scudetto alla Juventus fino all’ultimo atto, con una stagione spettacolare e con un gioco rimasto negli occhi degli appassionati. Maurizio Sarri ha poi trionfato in Europa con il suo Chelsea: cavalcata trionfale in Europa League con l’exploit in finale contro l’Arsenal, gara vinta per 4-1. La Juventus festeggia il suo nono titolo consecutivo ed i tifosi non vedono l’ora di alzare un trofeo meno usuale, mancato negli anni di Allegri e Conte, che donerebbe un posto nell’Olimpo bianconero al tecnico toscano.

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