Senza Pjaca, tutte le soluzioni tattiche di Allegri

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L’infortunio del talento croato complica lo scenario ma Allegri ha a disposizione parecchie armi, compreso il cambio di modulo

No, non ci voleva proprio il grave infortunio al ginocchio di Marko Pjaca in questo finale di stagione, che vede la Juventus impegnata su tutti e tre i fronti. Però, Mister Allegri, dispone di diverse soluzioni, sia per confermare il navigatissimo e soddisfacente 4-2-3-1, sia per mutare modulo e fare di necessità virtù. Con l’assenza forzata del giovane croato, apparentemente, l’allenatore juventino non dispone del cambio in attacco, visto che anche il giovane virgulto Moise Kean ha un problema alla caviglia e dovrà stare lontano dal campo per un’altra decina di giorni, forse due settimane. E allora mantenere i quattro tenori là davanti cosa comporta?

In linea teorica ci sono tre mosse che il tecnico labronico potrebbe operare per dare il cambio e far tirare il fiato a qualcuno, visto il calendario di fuoco che attende i bianconeri, Asamoah dietro e Alex Sandro spostato in avanti come esterno alto, analoga soluzione sul lato destro, con Lichsteiner basso e Dani Alves alto, come già accaduto recentemente, oppure alzare Pjanic, nei tre a ridosso del centravanti, mettendo Marchisio a fianco di Khedira. Più probabile, invece, un cambio di assetto, che possa prevedere un 4-3-3 o un 4-3-1-2 o ancora un “albero di natale”, insomma soluzioni che sono chiare e hanno delle precise coordinate. Nel primo caso un centrocampo folto con l’immissione di Marchisio accanto a Khedira e Pjanic, con i quattro là davanti a lottare per tre maglie da titolari, nel 4-3-1-2 invece, o Pjanic dietro le due punte o Dybala a supporto dei due bucanieri d’area, nel caso del abete, ossia un 4-3-2-1, Dybala e Cuadrado dietro un’unica punta, oppure lo spostamento del bosniaco Pjanic nella posizione di suggeritore in coppia con un compagno e centrocampo a tre con l’innesto o di Sturaro o di Rincon.

Ricordando che Sturaro ha già giocato in questa stagione con compiti, sia da interno nel 4-3-3, sia come esterno alto quasi puro. Poi rimane il tanto vituperato, da parte di tanti tifosi, 3-5-2, tanto in voga in questa prima parte di stagione, tanto così desueto a oggi, visto che questo modulo, dall’introduzione del 4-2-3-1, è stato abbandonato, per essere rispolverato solo una volta, nel primo tempo nefasto contro il Napoli, nel match d’andata di Coppa Italia, poi subito trasformato nell’intervallo da Massimiliano Allegri. Per Napoli è presto per dirlo, pero azzardo un’ipotesi, causa l’infiammazione al ginocchio sinistro di Mandzukic e Dybala da verificare come condizioni, visto il suo problemino muscolare di dieci giorni orsono, potrebbero magari accomodarsi in panca entrambi e lasciare spazio ai due davanti, abili e arruolabili, perni nodali di un 4-3-1-2. Le ipotesi sono queste, ma Allegri spesso ci ha sorpreso, soprattutto in caso di congiunture poco positive dettate da infortuni e assenze. Basta ricordare il ritorno in Champions dello scorso anno, all’Allianz Arena, contro il Bayern Monaco, quando venne schierato un inedito 4-5-1 e la Juve fece un match straordinario fino al novantesimo.

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