Shade: «Fa strano vedere Conte all’Inter perché so quanto sia juventino sfegatato»

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Shade, noto rapper, ha rilasciato un’intervista nel giorno di Juve Inter, parlando anche di Antonio Conte. Le sue dichiarazioni

Il rapper Shade ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nel giorno di Juve Inter. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

JUVE – «È la mia grande passione, da bambino vedevo mio padre felice nel vedere la Juventus in tv: una sensazione bellissima, mi è sempre rimasta dentro. Ho pure lavorato allo store ufficiale della Juve. Mi ero disamorato soltanto dopo i fatti di piazza San Carlo che avevo visto da vicino. È durata poco: mi sono innamorato un’altra volta dopo un mesetto…».

JUVE INTER – «Nel 2005-06 dopo un gol di Del Piero ho esultato talmente tanto in un pub di Torino che mi è uscito il sangue dal naso: certi decibel non li ho raggiunti mai neanche sul palco!».

CONTE – «Il Conte giocatore e allenatore è uno di quelli che, se non fosse stato alla Juve, avrei detestato… Una specie di Cambiasso alla rovescia: all’Inter non mi andava giù, ma sono sicuro che, se lo avessi avuto qui a Torino, lo avrei adorato. Adesso fa strano vedere Conte interista perché so quanto sia juventino sfegatato: non lo considererò mai come un vero rivale e non mi ha neanche dato particolare gioia batterlo all’andata».

SARRI – «Per autocitarmi: ‘Bene, ma non benissimo…’. Se ho sostenuto Del Neri e Zaccheroni, direi che posso comunque continuare a sostenere anche Sarri. Certo qualcosa non va, soprattutto nel centrocampo che è lontanissimo parente rispetto a quello dell’epoca d’oro. Sarri aveva pure fatto bene all’inizio, quando dopo tempo la squadra riusciva a fare 5-6 passaggi di fila, ma poi invece…».

RONALDO – «Il giorno più bello della mia vita non è quello in cui ho preso il disco d’oro o sono andato a Sanremo. Il giorno più bello è il 27 maggio 2019, data della Partita del Cuore quando allo Stadium ho marcato sua maestà Cristiano. A volte ancora non credo possa essere qua con noi. Anzi, a volte, vedendo quanto giochiamo male, sono quasi in imbarazzo per lui. Penserà: ‘Ma dove sono capitato?!?’».