Sogni e sacrifici per amore della Juve

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Prendete un week end senza campionato e concedetevi una cena in un club. L’aria che si respira, pur a televisioni spente nonostante la Nazionale, è da vero pre-partita. Immagino sia così non solo nei club bianconeri e l’idea mi fa ancor di più amare questo sport

Un’esperienza che consiglierei di fare tra le tante, legate al mondo del calcio, è quella di vivere una serata in compagnia di un centinaio – almeno – di tifosi, per rendersi conto di quanta passione rotola assieme ad un pallone. Prendete un week end senza campionato e concedetevi una cena in un club. L’aria che si respira, pur a televisioni spente nonostante la Nazionale, è da vero pre-partita. Immagino sia così non solo nei club bianconeri e l’idea mi fa ancor di più amare questo sport. Intanto non provo neppure ad immaginare quante ore ogni socio mette a disposizione, forse le stesse che impiega per giustificare vittorie e sconfitte dell’amata Juventus.

L’esperienza è assolutamente unica. E chi vive a Torino, come il sottoscritto, non se ne rende conto. L’ultimo club (doc) visitato – anche se queste distinzioni non fanno per me – è il “Supporters 1897” di Padova doverosamente dedicato all’eroe nato da queste parti: Alessandro Del Piero. I circa 1000 iscritti non si perdono una partita dal lontano 1992, giorno della fondazione. Un centinaio, in media, partono ogni domenica per raggiungere qualsiasi destinazione perché per loro è sempre “trasferta”. Torino dista 800 km, tra andata e ritorno, ma è meglio di una qualsiasi altra gita al lago o a Venezia che distano molto meno.

Gli altri se la gustano, vincolati da impegni familiari, da casa o in compagnia, come la cena che serve anche ad autofinanziare le varie attività. Tutto è organizzato in ogni minimo particolare. C’è rispetto massimo per l’ospite anche se non porta un cognome da bomber. Chi vive la Juve sa come fare gol ugualmente. I temi caldi sono all’ordine del giorno: le “bufalate” di intercettazioni sul delicato tema della vendita dei biglietti. In sala c’è chi senza chiamare Agnelli ha già in tasca un biglietto di andata e ritorno per Cardiff acquistato in tempi non sospetti. Poi ci sono gli argomenti calcistici: da chi rivorrebbe Conte (e altri dieci Mandzukic) a chi propone un suggestivo Guardiola per il dopo Allegri. Anche se non riesco a “odiare” nessuno stuzzico coloro che vedono negli interisti i nemici da far condannare direttamente dalla giustizia…divina! Ce n’è davvero per tutti i gusti, ma la cosa che trova unanimità è che tutti vogliono la Champions. Un’altra delusione sarebbe pesante da accettare, ma non al punto da “abbandonare” mai la nave. Questi sono veri “tifosi” e nessuno li dovrebbe mai neppure considerare per un secondo dei semplici “clienti”.

 

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