Retroscena Juve: così Spalletti è riuscito ad arginare la crisi all'interno dello spogliatoio bianconero
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Retroscena Juve: così Spalletti è riuscito ad arginare la crisi all’interno dello spogliatoio bianconero

Così Spalletti è riuscito ad arginare la crisi all’interno dello spogliatoio bianconero: retroscena Juve

Nel momento di massima tempesta della stagione, a un passo dal primo anniversario sulla panchina della Juventus,Luciano Spalletti ha riscoperto il valore più grande: la totale lealtà dello spogliatoio. Nonostante le difficoltà tattiche, l’assenza di un’identità definita e una lista di infortunati sempre più lunga, il gruppo bianconero non ha affatto voltato le spalle al proprio tecnico. Dopo la pesante battuta d’arresto interna contro la Lazio, le parole forti e ruvide del capitano Gleison Bremer sono state immediatamente ricomposte e ridimensionate all’insegna dell’equilibrio. Nessun polverone interno si è alzato nello spogliatoio torinese, bensì un confronto diretto e schietto tra il mister e i suoi uomini alla Continassa, nato dalla stima reciproca coltivata fin dal primo giorno di lavoro.

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Il summit di spogliatoio ha dato vita a una svolta concreta, convincendo l’allenatore a mettere da parte i concetti estivi per varare il più solido 3-5-2. La gestione di Spalletti si è basata su tre pilastri fondamentali: la conferma delle gerarchie della fascia, ascoltando e responsabilizzando Bremer anziché punirlo; la disponibilità a sconfessare i propri ideali pur di concedere maggiore copertura difensiva alla squadra; e il netto rifiuto di qualsiasi alibi legato all’emergenza infortuni. Dalla pancia dell’impianto sportivo di Lecce, il mister ha lanciato un messaggio chiarissimo: uscire dalla crisi con i presenti. Le parole al miele di Douglas Luiz («Qui tutti parlano di tutto, ma dopo una partita così sono solo felice per noi e per il mister») hanno certificato la totale coesione del gruppo.

La preziosa vittoria ottenuta in terra salentina non ha però fatto suonare i tamburi della festa. Tanto l’allenatore quanto la squadra sono pienamente consapevoli dell’opacità di alcune fasi di gioco e della strada ancora lunghissima da percorrere per ritrovare la vera competitività ad alti livelli. Da qui alla sosta per le nazionali rimane da affrontare un mini campionato di quattro partite ad altissima intensità: un blocco di sfide assolutamente fondamentale in cui vecchia e nuova guardia dovranno stringere i denti e fare un unico e compatto blocco. L’obiettivo comune è trasformare un avvio caratterizzato da troppe ombre in un cammino nuovo, finalmente solido e vincente. Lo riporta Tuttosport.

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