Squinzani: «Alla Juve c’è grande scambio di idee tra preparatori dei portieri»

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© foto Instagram Luca Squinzani

Luca Squinzani, preparatore dei portieri della Juventus Under 16, ha rilasciato alcune dichiarazioni legate alla sua carriera

Il preparatore dei portieri della Juventus Under 16, Luca Squinzani, ha parlato in diretta Instagram su Imparandoacademy, raccontando le tappe della sua carriera da preparatore e l’esperienza che sta vivendo in bianconero. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

JUVE – «C’è un continuo interscambio di idee, riflessioni, con il mister Filippi, in quanto responsabile dell’area supervisione e interagisce con tutti noi. È molto interessante e formativa questa cosa. Tra tante testa possono arrivare diversi input interessanti. Ognuno ha carta bianca nello sviluppare le proposte, come strutturare le settimane, mettendo in pratica le proprie esperienze. Abbiamo un centro sportivo a Vinovo che, come struttura, è tra le migliori. Sfido chiunque a trovare un centro con 8 campi, 2 palestre, sala riunioni, area video».

METODOLOGIA «C’è grande attenzione ai dettagli, che possono essere di vario tipo. Sull’aspetto della tecnica c’è una visione comune per facilitare i ragazzi nel loro percorso, come ovviamente c’è un pensiero dietro tutti i mezzi che si utilizzano per la tecnica applicata».

QATAR«L’esperienza è stata interessante dal punto di vista culturale, perché mi sono adattato ad una cultura diversa. L’inglese aiuta… L’interessante è stato lavorare con ragazzi di culture varie fra loro. Nelle due o tre squadre di prima fascia, secondo me, c’era un buon livello. C’erano giocatori del calibro di Xavi, molto interessanti. Ora ci sono Mandzukic e Benatia all’Al Duhail, era venuto Sneijder quando sono andato io lì. Un campionato con i suoi aspetti interessanti: sono stato facilitato nel mio lavoro perché ho preso il posto di Scarpello, che ha lavorato lì per due anni e mezzo. Non ho riscontrato grandi problematiche, andando avanti nel percorso che avevano già iniziato».

FULHAM – «Anche quella è stata un’esperienza stupenda. La Premier League è il campionato più seguito al mondo. È stato bello percepire come viene vissuto il calcio a livello culturale: dalla loro storia capisci da dove arriva questo amore. La cosa che mi ha stupito è la cultura della vittoria ma anche la cultura della sconfitta».

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