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Statistiche e scommesse live: il calcio entra nell’iperrealtà grazie alla tecnologia

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Il 4 ottobre del 2020 va in scena uno spettacolo surreale: Juventus – Napoli non si giocherà ma la diretta televisiva va in onda regolarmente con campo vuoto e spalti vuoti. Il calcio live, quindi, continua anche senza la partita. 

Il calcio è strano, ancor di più lo è stato in tempo di pandemia. Juventus – Napoli è la partita simbolo di quel periodo in cui il calcio, ma lo sport tutto, ha cambiato le proprie condizioni. La mediatizzazione dell’evento sportivo, la diretta televisiva, questo è quello che conta. E conta anche per le statistiche e per le scommesse live che sono vera e propria linfa nuova per tutti gli appassionati scommettitori. 

Le statistiche, infatti, in diretta sono diventate fondamentali per lo scommettitore appassionato che può, guardando in streaming il match, giocare su eventi più brevi della partita stessa. Ad esempio: chi vincerà il primo tempo? Chi verrà ammonito per primo? Chi segnerà nei primi minuti? Ecco, avere delle statistiche sempre aggiornate e puntuali permette all’utente di avere una visuale migliore su quello che sta accadendo ma, al tempo stesso, impedisce anche ai bookmaker di perdere troppi soldi compiendo meno sbagli. I migliori siti di scommesse online in tempo reale, recensiti dagli esperti, permettono, quindi, di vedere la partita in diretta e di avere statistiche sempre nuove e affidabili. Anche se la partita non c’è, come nel caso specifico di Juve – Napoli.

Come il Var ha cambiato il modo di vedere il calcio

Non c’è solo la pandemia ad aver cambiato il calcio. Ci sono crisi di squadre e giocatori (come quella di Dybala che non piace più e non è indispensabile), ci sono le coppe europee sempre più miraggio, c’è la Nazionale ai playoff Mondiali nonostante la vittoria all’Europeo. Insomma, abbiamo capito che ci sono tante cose che andrebbero riviste e aggiornate, migliorate e modificate. Ma, di sicuro, un passaggio ancora più importante per il calcio moderno (e quindi anche le scommesse live e le statistiche) è l’introduzione del Var nel giugno del 2017. 

L’assistente video dell’arbitro ha, completamente, stravolto il modo in cui le partite vengono giocate, capite e dirette. Strumento fondamentale, questo, sia per i giocatori che per le emittenti televisive. Il Var ha introdotto un elemento importantissimo (e non umano): sono le telecamere a decidere quello che accade in campo, testimoni tecnologiche di tutto ciò che succede. E quello che è accaduto, e accade, dunque, nella realtà non è, per forza, sincero. Anzi: sarà l’occhio tecnologico a dare un senso all’attimo prima. Se pensiamo alla Premier League, ad esempio, nella stagione 2019/20 sono state 109 le decisioni arbitrali cambiate dal Var, con 22 rigori e 34 reti annullate per fuorigioco. Storiche alcune, perché arrivate molto dopo il tempo regolamentare. In un Manchester UTD – Brighton si arriva a oltre 100 minuti di gioco per un rigore assegnato al Var. Oppure Tottenham – Newcastle pareggiata al 97esimo dagli ospiti sempre a causa del Var. 

Quali sono i limiti del Var e quelli della tecnologia?

Prendiamo un caso tutto italiano di qualche settimana fa: il Milan (in un Milan – Spezia perso 1 a 2), per un errore arbitrale, vede annullato il secondo gol (regolare) dopo un fallo perché l’arbitro blocca il gioco fischiando sul primo contatto. Il giocatore rossonero, però, a cui, successivamente, arriva il pallone (per la regola giusta del vantaggio) segna. Gol non valido, non per colpa dei giocatori ma per l’errore arbitrale (perché di errore, per regolamento, si tratta). Il Var non è intervenuto (e non può farlo) perché l’arbitro ha fischiato con la palla ancora in gioco. Questa breve digressione a cosa è servita? Non tutto può essere sottoposto al Var e l’errore umano può ancora cambiare il volto di una partita. 

La tecnologia, quindi, è il futuro dello sport o ci sarà sempre bisogno dell’occhio dell’uomo? Questo non ci è dato sapere, anche perché i giovani sono un po’ lontani dalle competizioni e dallo stadio e sono molto affascinati da quelli che sono gli eSports, cioè competizioni completamente virtuali. Interessante più che altro che questi match (non giocati nella realtà) abbiano un giro di appassionati e di scommesse live che funziona allo stesso modo delle scommesse tradizionali in tempo reale. Verremo, quindi, soppiantati dal virtuale e dai videogames? Ci auguriamo di no, lo sport giocato e reale ha sempre un fascino antico e indimenticabile, come quello di una partita vissuta allo stadio. 

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