Torino, la testimonianza: «Travolta due volte, c’era sangue dappertutto»

piazza san carlo torino giugno 2017
© foto Massimo Pinca

Torino ancora sotto choc, dopo il panico scatenato tra la folla in piazza San Carlo. Le testimonianze dei ragazzi presenti: «Non si capisce, ma poteva essere una strage»

«Ho visto gente coperta di sangue, è come una frana. Una frana fatta di persone» ci dice Sara, 19 anni, una delle 25mila persone presenti in piazza San Carlo. Una psicosi di massa, che va ad ondata, prima in una parte della piazza, poi nell’altra. «In un attimo non mi sono neanche resa conto di cosa era successo. Semplicemente ero per terra. Non voglio neanche pensare cosa sarebbe capitato se sotto di me ci fosse stato un tappeto di bottiglie di vetro. Ho perso le scarpe e poi il telefono. I miei amici, quando la situazione sembrava essersi calmata, sono andati a cercarmi il telefono. Io ero a lato della piazza, vicino alle transenne. Credevo di essere al sicuro. Ma di nuovo ho visto la gente corrermi addosso. Ero da sola, è stato terribile». Si taglia una mano e le gambe, ma poteva andare molto peggio. «Sono fuggita con altre persone sconosciute. Siamo entrati in un cortile interno di una casa. Io ero ancora senza scarpe. Ho dovuto prenderne due dal mucchio, più o meno del mio stesso numero».

Questa è Torino il 3 giugno, immagini e sensazioni che ricordano da vicino l’Heysel, 29 maggio 1985. «A me no sembra si sia capito,– scrive Luca, 27 anni su Facebook- ma si è rischiata una strage. E pensare a quel bambino con cui ho parlato, con la maglia di Dybala, terrorizzato, che provava a spiegarmi cosa diavolo fosse successo dov’era lui. Mi arrivava si e no all’ombelico. Cavalli. Così ha detto. Persone ricoperte di sangue che correvano il più lontano possibile e chiedevano aiuto su qualsiasi porta». «Ho pensato davvero- posta invece Ivan–  che fosse la mia ultima sera. Ormai il terrorismo vince su tutto».

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