
L’ex terzino bianconero ripercorre il doloroso addio al pallone e la nuova quotidianità tra muay thai e jiu-jitsu per superare la crisi di salute mentale
Approdato a Torino nel 2010 a soli vent’anni come una delle promesse del calcio francese, l’esperienza di Armand Traoré con la maglia della Juventus fu segnata dalla sfortuna e da tre infortuni che ne limitarono l’impatto a sole 12 presenze nella complicata stagione gestita da Gigi Delneri. La carriera del terzino sinistro, proseguita tra Arsenal, QPR e Nottingham Forest, si è infine interrotta bruscamente nel 2021 dopo una parentesi difficile in Turchia. A 37 anni appena compiuti, l’ex difensore ha rivoluzionato radicalmente la propria esistenza, trasferendosi su una remota isola spagnola per ritrovare l’equilibrio interiore: «Dopo i lockdown stavo affrontando la fine della mia carriera e avevo bisogno di un po’ di tempo e spazio. Oggi vivo su un’isola dove non c’è praticamente niente e penso che sia stata la scelta giusta».
La transizione verso il dopo-carriera si è rivelata un percorso impervio, segnato da una dura battaglia personale contro i problemi psicologici che spesso colpiscono gli atleti quando abbandonano la routine della squadra. Traoré ha descritto il momento del ritiro spiegando che ti senti come se venissi sputato fuori da una bolla, proponendo la creazione di centri di supporto psicologico e di reinserimento sociale dedicati agli ex atleti. Il distacco dal campo lo ha portato anche a ridimensionare il valore attributo al pallone nella società contemporanea: «Se ci pensi bene, se consideri la nostra vita, la morte e le persone che abbiamo perso, il calcio ha davvero importanza? Per me ho deciso che non è poi così importante».
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Oggi la routine dell’ex calciatore bianconero si sviluppa lontano da agi e riflettori, con ritmi scanditi esclusivamente dal benessere personale e dagli affetti familiari: “Mi sveglio, bevo un caffè e vado ad allenarmi nelle arti marziali. Poi torno a casa, si tratta semplicemente di rilassarsi, grigliare la carne in spiaggia con i bambini, i cani e gli amici. La vita semplice è la migliore.” La disciplina del muay thai e del jiu-jitsu gli ha restituito la struttura mentale smarrita, preparandolo anche per l’imminente esordio sul ring a Londra contro l’ex Tottenham Sebastien Bassong in un evento di boxe benefica, a testimonianza di come il rigore e la ricerca di serenità abbiano restituito stabilità a una storica meteora della Vecchia Signora.