
Il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago, ha analizzato il periodo complicato che sta attraversando la Juventus. Queste le sue parole
La Juventus ha deciso di rinnovare la fiducia a Luciano Spalletti, una scelta che appare corretta nonostante il malcontento di una parte della tifoseria che continua a sognare il ritorno di Antonio Conte. Sul momento dei bianconeri ha parlato il direttore di Tuttosport, Guido Vaciago: «Giusto confermare Spalletti. Molti tifosi non saranno d’accordo, quelli che sognano Conte in particolare. E hanno tutto il diritto di farlo, il diritto di chi ama e ricorda e non può accettare quello che è diventata la Juventus adesso. Ma parte del degrado che ha intaccato il club è dovuto all’aver calpestato abitudini ed etichette, parte intrinseca della Juventus. E alla Juventus non si cambia l’allenatore durante la stagione in generale, ma soprattutto non si fa per tre stagioni consecutive, con l’isteria di certe realtà di provincia»
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In questo clima di tensione, l’intervento di Giovanni Carnevali è risultato assolutamente tempestivo e necessario: «Ieri, Giovanni Carnevali ha strigliato la squadra. Ha fatto bene. Dopo tre cambi di allenatori in tre anni, è ora che i giocatori si assumano le proprie responsabilità. La sconfitta di Genova, per le modalità con cui è arrivata, è stata una grave mancanza di rispetto al popolo bianconero»
Per risollevare le sorti dell’attuale progetto sportivo, è imprescindibile che la dirigenza pretenda un netto salto di qualità sotto il profilo dell’impegno, dell’agonismo e della dedizione totale. I calciatori devono dimostrare di aver compreso il reale peso della maglia che indossano: «In questo momento la Juve si trova in una situazione bruttissima: il quarto posto, che di per sé non era un obiettivo così eccitante per un popolo abituato ad alzare trofei, è un Everest visto da qui, ma deve essere raggiunto. Ma, soprattutto, c’è da ritrovare un’identità smarrita, una cultura calpestata, un orgoglio dimenticato. Restituite la Juve agli juventini e fatelo il più in fretta possibile»