Inzaghi Juve, la candidatura di Simone prende quota in caso di separazione a giugno con Spalletti: perché piace alla Continassa
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Inzaghi Juve, la candidatura di Simone prende quota in caso di separazione a giugno con Spalletti: perché piace alla Continassa

La candidatura di Simone prende quota in caso di separazione a giugno con Spalletti: perché Inzaghi piace alla Continassa

Siamo appena a metà ottobre, eppure alla Continassa il futuro della panchina è già diventato un tema di strettissima attualità. Non è mai un segnale confortante per Luciano Spalletti, finito nell’occhio del ciclone dopo le recenti e pesanti delusioni: che si tratti di un doloroso ribaltone immediato in caso di ulteriore tracollo o di un avvicendamento a fine stagione nonostante il recente rinnovo contrattuale, la sua posizione scricchiola vistosamente. Per ora l’amministratore delegato Giovanni Carnevali garantisce piena e sincera fiducia, escludendo contatti sotterranei con altri allenatori. Tuttavia, se la crisi dovesse precipitare nelle prossime uscite, le strade percorribili si ridurrebbero a due: aprire subito un nuovo ciclo vincente affidandosi al carisma di Antonio Conte oppure individuare un traghettatore. Più plausibile, però, che l’addio si consumi a giugno. Ed è proprio in quello scenario che prende quota un profilo di primissimo piano: Simone Inzaghi.

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L’ex tecnico di Lazio e Inter – scrive La Gazzetta dello Sport – rappresenterebbe la figura ideale per colmare l’annoso vuoto di personalità della Juventus. Inzaghi ha ampiamente dimostrato di sapersi calare con intelligenza in contesti radicalmente diversi, valorizzando giovani ed esperti e gestendo il gruppo con il giusto equilibrio tra fermezza e sensibilità. In un ambiente bianconero apparso fin troppo spesso sfilacciato e orfano di leader in campo, Simone saprebbe imporsi come guida autorevole della panchina ed è molto apprezzato alla Continassa come Conte.

Il suo palmarès italiano parla per lui: una Coppa Italia e due Supercoppe a Roma, uno scudetto, due Coppe Italia, tre Supercoppe e due prestigiose finali di Champions League a Milano. Soprattutto, Inzaghi ha sempre arricchito i propri club, accrescendone sensibilmente la bacheca e il complessivo valore economico della rosa. Un allenatore autenticamente aziendalista, abile nel coniugare competitività e sostenibilità finanziaria senza mai disperarsi per le ristrettezze del calciomercato.

Dopo l’esperienza biennale vissuta in Arabia Saudita alla guida dell’Al Hilal (contratto in scadenza nel 2027), il tecnico piacentino cova il forte desiderio di rincasare e riabbracciare il calcio italiano. A Torino accetterebbe sacrifici sul mercato e un ingaggio sostenibile per le attuali casse bianconere, scommettendo sui bonus di rendimento. Riportare la Juventus ai vertici rappresenterebbe l’autentico coronamento della sua carriera: una mossa logica, affascinante e perfettamente calibrata per rilanciare la Vecchia Signora.

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