
Bremer finisce in panchina dopo l’attacco alla squadra? Cosa filtra dalla Continassa e a chi andrebbe la fascia che scotta
Il concetto di turnover misurato si rivela un rebus tattico assai più complicato da calibrare rispetto a un drastico ribaltamento totale dell’undici titolare. Alla vigilia dell’atteso confronto europeo contro il Rennes, sfida valida per il terzo turno del tabellone di Europa League (in programma domani alle 18:45 sul terreno dell’Allianz Stadium), il tecnico Luciano Spalletti ha a disposizione appena ventiquattr’ore di tempo per forgiare la Juventus ideale. Se in campionato la bufera non accenna a placarsi, sul palcoscenico continentale la formazione bianconera guarda con orgoglio tutti dall’alto verso il basso, guidando il prestigioso maxi-girone forte di una vantaggiosa differenza reti da preservare con cura.
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Tra i calciatori ancora coinvolti in un acceso ballottaggio per una maglia dal primo minuto figura inevitabilmente Gleison Bremer. Il roccioso difensore brasiliano è reduce dalle roventi dichiarazioni rilasciate a caldo domenica scorsa dopo la disfatta interna contro la Lazio, quando non aveva risparmiato accuse velate ad alcuni compagni di squadra non nominati: «Qualcuno si nasconde, non posso prendere in braccio tutti». Concedergli fiducia dal fischio d’inizio significherebbe per la panchina puntare con convinzione sulla continuità difensiva. Tuttavia, l’insidioso impegno contro la compagine transalpina fa da preludio a un autentico tour de force di tre gare consecutive in Serie A contro Lecce, Genoa e Napoli, banchi di prova vitali per risollevare la deficitaria classifica e difendere il futuro dell’allenatore. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
Nel caso in cui Spalletti decidesse di risparmiare il centrale verdeoro escludendolo dai titolari, si aprirebbe l’interrogativo attorno alla fascia di capitano. Gleison la porta al braccio facendo le veci dell’infortunato Manuel Locatelli, ragion per cui i gradi passerebbero direttamente sul bicipite dell’americano Weston McKennie, fedelissimo instancabile a cui il mister rinuncia molto raramente. Una fascia scottante che in questo momento pesa enormemente, simbolo di una responsabilità emotiva assolutamente indispensabile per trascinare l’intero gruppo verso il successo.