Giaccherini: «Juve, uno dei momenti più bassi degli ultimi 20 anni. Serve chiudersi nello spogliatoio senza allenatore e prendersi a cazzotti»
Hanno Detto

Giaccherini: «Juve, uno dei momenti più bassi degli ultimi 20 anni. Serve chiudersi nello spogliatoio senza allenatore e prendersi a cazzotti»

«Juve, uno dei momenti più bassi degli ultimi 20 anni. Serve una scazzottata nello spogliatoio»: intervista a Giaccherini

Il momento drammatico vissuto dalla Juventus continua a far discutere tifosi e addetti ai lavori. Intervistato sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista bianconero e attuale opinionista televisivo Emanuele Giaccherini ha analizzato con lucidità l’involuzione della formazione di Luciano Spalletti, reduce dal pesante tracollo interno contro la Lazio:

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«Diciamo che forse è uno dei momenti più difficili e più bassi degli ultimi vent’anni. Tolte le parentesi di Motta e Tudor, mi sembra che i punti in classifica in queste prime sette partite siano ancora inferiori rispetto alle passate stagioni. Diciamo che la sconfitta con la Lazio ha appesantito ancora di più l’ambiente, oltre la classifica, perché è stata una sconfitta diversa rispetto a tutte le altre».

L’ex calciatore ha poi indicato la via per invertire la rotta, chiamando in causa l’orgoglio del gruppo:

«Lo dico da ex calciatore: quando arrivi a questi punti bassi, secondo me, la cosa giusta per la squadra è chiudersi nello spogliatoio, senza l’allenatore, e si confronti su tutto al punto da arrivare a una scazzottata tra due, perché magari uno non va bene all’altro. Però, dopo questo, magari tutti tirano fuori qualcosa in più. Ecco, a mio avviso, prima di cacciare Spalletti, credo si debba fare anche un esame di coscienza la squadra e prendere atto di quella che è la situazione, prendendosi ognuno le proprie responsabilità. A quel punto anche Spalletti non avrebbe più attenuanti, al momento può avere quella che le colpe non sono solo sue ma anche dei giocatori».

Infine, una battuta sulla sagoma ingombrante di Antonio Conte, profilo sempre caldeggiato per la panchina:

«Se vuoi vincere, se prendi Conte non sbagli. Però, il risvolto della medaglia è che devi supportarlo nelle sue richieste».

Un messaggio chiaro: prima del tecnico tocca alla squadra prendersi ogni responsabilità.

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