Il calvario di Kulusevski: l'ex Juve racconta l'inferno degli ultimi due anni a causa di un grave infortunio. E svela di aver pensato al ritiro
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Il calvario di Kulusevski: l’ex Juve racconta l’inferno degli ultimi due anni a causa di un grave infortunio. E svela di aver pensato al ritiro

Kulusevski in un’intervista al sito ufficiale del Tottenham ha svelato il calvario che ha vissuto negli ultimi due anni. Le sue parole

Il lungo incubo è finalmente arrivato al termine. Per l’esterno svedese Dejan Kulusevski, il calvario era iniziato durante la finale della stagione 2024-25 in seguito a uno scontro di gioco con Marc Guehi. I successivi accertamenti medici avevano evidenziato il distacco di un frammento cartilagineo all’interno dell’articolazione, un trauma complesso e Impossibile da trattare con semplici terapie conservative. Dopo ben 526 giorni di stop e una faticosa riabilitazione, Il giocatore è tornato in campo collezionando i primi minuti nelle sfide contro Coventry e Chelsea.

Ripercorrendo le prime fasi dell’infortunio durante un’intervista ai canali ufficiali del Tottenham, l’attaccante ha ricordato il momento dell’impatto: «Ricordo la partita, un buon riscaldamento, poi il colpo dopo 10 minuti. C’era dolore, ma non eccessivo; ho avuto di peggio. Sentivo il ginocchio troppo mobile. Mi sono rotto la cartilagine, che è schizzata via finendo in un’altra parte del ginocchio; dato che la cartilagine non si può riparare, dalla risonanza magnetica hanno potuto vedere che una parte della mia cartilagine era andata persa».

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Oltre alle complicazioni fisiche, l’infortunio ha generato un forte impatto psicologico, sfociato in un momento di sconforto condiviso in famiglia. La drammatica confessione di Kulusevski alla madre ha rivelato tutta la sua fragilità: «L’ho detto a mia madre: mi sono seduto con lei e le ho detto: “Senti, non credo che ce la farò”. Dovevo prepararla: “Non credo di poter giocare più”».

La forzata inattività lo ha costretto a saltare anche lo storico trionfo del Tottenham in Europa League contro il Manchester United, rendendo amaro quel momento di festa: «È stata una delle giornate più dure della mia vita. Era bellissimo vedere tutta quella gente felice, ma per me è stato molto difficile: ero lì con le stampelle, incapace di camminare. Non sono nemmeno riuscito a ritirare la mia medaglia perché era troppo scivoloso salire sul podio. Situazioni del genere non sono state piacevoli, ma le ho accettate e sono tornato a Barcellona, dove sono dovuto restare perché non potevo prendere il volo di ritorno; quindi vedere la squadra festeggiare sull’autobus è stata probabilmente la parte più difficile di tutto questo percorso, perché in quei momenti ti senti davvero solo».

Ora che il recupero agonistico è avviato, l’obiettivo principale è ritrovare la condizione migliore. Nella imminente sfida contro il Crystal Palace, Kulusevski cerca il riscatto e proverà a ritagliarsi uno spazio importante per aiutare la squadra a centrare la terza vittoria consecutiva, mettendosi definitivamente alle spalle il lungo stop.

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