Juventus Women, Guerrero scenda a patti: il riscatto di Pavan e la lode di Redondo. Analisi della partita con l'Austria Vienna
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Juventus Women, Guerrero scenda a patti: il riscatto di Pavan e la lode di Redondo. Analisi della partita con l’Austria Vienna

Analisi della partita vinta dalla Juventus Women con l’Austria Vienna: Guerrero scenda a patti, il riscatto di Pavan e la lode di Redondo

Il rotondo poker rifilato all’Austria Vienna regala una boccata d’ossigeno vitale alla Juventus Women, proiettandola al quinto posto del girone unico di Women’s Champions League e avvicinandola sensibilmente alla fase a eliminazione diretta. Più che il largo punteggio, a confortare l’ambiente bianconero dopo le cocenti batoste incassate in campionato contro Milan, Como e Roma, unite allo spettro incombente dell’esonero, è stata la vigorosa risposta caratteriale del gruppo: la squadra ha dimostrato nei fatti di essere ancora al fianco di Isaac Guerrero. Per difendere la panchina e guadagnare il tempo necessario a compiere la propria rivoluzione culturale, il tecnico – sostenuto dalla piena fiducia del direttore Massimiliano Mazzetta – è sceso finalmente a patti con il proprio credo calcistico, accantonando il possesso palla sterile e le velleità di dominio assoluto in favore di un sano compromesso tattico.

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Con un baricentro più basso e una percentuale di possesso per la prima volta intorno al 50%, la Juventus ha riscoperto la voglia di sporcarsi e lottare su ogni pallone. Protagonista assoluta di questa sterzata è stata Matilde Pavan, rispolverata a sorpresa in attacco da seconda punta al fianco di Alba Redondo: la giovane azzurra ha rotto l’equilibrio trovando il secondo gol consecutivo, seguita dal raddoppio della fuoriclasse spagnola, già capace di raggiungere la doppia cifra stagionale con dieci reti prima di novembre. Incassato il provvisorio 2-1 su palla inattiva, la reazione immediata ha portato al tris di Sylla – abile a sfruttare l’infortunio del portiere austriaco Pal – e al definitivo sigillo di Julia Bartel, imbeccata dall’assist di Serturini.

Il successo scaccia i fantasmi ma non cancella le amnesie difensive né un periodo sfortunato, appesantito da tre clamorosi torti arbitrali consecutivi, compreso il solare rigore negato a Redondo per il fallo di Wenninger. L’Austria Vienna non rappresentava una corazzata e la Juventus resta inevitabilmente sotto esame: il vero test di maturità andrà in scena lunedì sera sul campo insidioso della Fiorentina. Per non ripiombare nella crisi e rincorrere l’obiettivo primario del terzo posto in classifica, servirà confermare la medesima umiltà, accantonando almeno per il momento le parole e i facili proclami.

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