Agente Beltrame: «Le seconde squadre? Vedremo. Il futuro di Stefano…» – ESCLUSIVA

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L’agente del trequartista classe 1993 Stefano Beltrame, Carlo Alberto Belloni, parla in esclusiva su Juventus News 24

Potrebbe essere un’estate diversa dalle altre per il mercato Juve. Perché la possibilità di allestire una seconda squadra potrebbe dare una sterzata non da poco alle strategie della società, tra quelle che hanno spinto maggiormente sulla possibilità di fare crescere in casa i giovani provenienti dalle giovanili. Partendo chiaramente da alcuni di quei profili che un percorso alternativo, in questi anni, lo hanno dovuto fare pur di non perdersi per strada. Ne abbiamo parlato con Carlo Alberto Belloni, agente di Stefano Beltrame, in esclusiva di Juventus News 24.

Il trequartista classe 1993 ha chiuso positivamente la stagione in Olanda, nel Go Ahead Eagles. Dopo aver fatto la trafila giovanile ed esordito in Serie A con la maglia della Juventus, si è ritrovato a dover fare un percorso più ampio di quello immaginato in un primo momento. Non per il valore del giocatore, che è indiscutibile, quanto per le difficoltà riscontrate nel salto dai giovani al calcio degli adulti. Così ha ripreso la marcia all’estero, dopo alcune stagioni poco fortunate in Italia. L’obiettivo delle seconde squadre è proprio quello di alleggerire il passaggio, che non è sempre così scontato.

Qual è il vero limite dei giovani italiani che escono dai settori giovanili?

«Troppi giovani che finiscono la trafila del settore giovanile non riescono a compiere il salto nel calcio che conta. La verità è che in molti casi i giovani si atteggiano già da calciatori affermati, anche perché le società li fanno sentire tali. Poi, una volta arrivati nel calcio vero, un po’ per la mentalità di non dare spazio ai giovani, un po’ per la macchina mediatica del calcio che non permette errori, si finisce per rimanere schiacciati».

Le seconde squadra faranno da cuscinetto per superare questo problema?

«Sì, potranno sicuramente dare maggiori opportunità di crescita a tanti giovani, che alla fine dei conti migliorano solo se hanno opportunità vere di giocare, fare minutaggio sul campo. Purtroppo nel calcio di oggi alcuni passano al ribalta per il seguito sui social, ma a conti fatti giocano poco e restano un passo indietro rispetto agli stranieri che si presentano con più esperienza sul campo. Potrebbe però non bastare ancora».

Cosa non ti convince?

«Si cresce vivendo lo spogliatoio con i grandi, non solo con i pari età. Se affronti squadre di grandi, ma continui a relazionarti con compagni di squadra pari età, il salto nel calcio degli adulti non lo compi definitivamente. In Olanda quest’anno ho visto due seconde squadre. Lì non è una questione di età, ma di mentalità. Giocano quelli che meritano, e sono un giovane sbaglia non viene tagliato fuori, bensì avrà una seconda, terza, quarta possibilità».

Stefano Beltrame avrebbe fatto un percorso completamente diverso passando da una seconda squadra, non credi?

«Il suo è un esempio significativo di come un giovane italiano rischia di essere bruciato dopo la trafila del settore giovanile. Se non avesse avuto una società forte e solida alle spalle come la Juventus, Stefano a un certo punto sarebbe finito in Serie C. O chissà, qualcuno al suo posto avrebbe anche smesso. Lui stesso riconosce che non era maturo nella sua prima esperienza tra i grandi, a Bari. Oggi è un giocatore pronto per dire la sua in qualsiasi squadra, e ce ne sono diverse che lo apprezzano. In Olanda ha fatto molto bene, ha fatto un’esperienza utile per raggiungere la totalità della consapevolezza del suo lavoro».

Il mercato sta entrando nel vivo, quale sarà il suo futuro?

«Andrà a Vinovo per iniziare il ritiro, poi vedremo quali saranno le intenzioni della Juventus. Ha ancora altri due anni di contratto. Ho parlato di Stefano con Livorno e Padova, ma trattasi solo di chiacchierate informali per il momento».

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