Agnelli, oggi il processo: la procura chiede due anni e mezzo

andrea agnelli
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Processo Agnelli, la Procura federale chiede due anni e mezzo di inibizione. Fonti interne alla Juve: «Non è tenuto a dimettersi»

Il capo della procura Figc Giuseppe Pecoraro ha chiesto come pena due anni di inibizione per l’accusa di bagarinaggio e rapporti irregolari con la malavita al presidente della Juventus Andrea Agnelli. Questo è quanto si apprende dall’ANSA. Per la società invece la richiesta è di 300.000 euro di sanzione, ma non solo. Si parla anche di due gare a porte chiuse e una terza chiusa solo alla Curva Sud. Ad Agnelli è stata chiesta inoltre un’ammenda di 50.000 euro. Le sanzioni, stando sempre alle richieste dell’accusa, andrebbero estese in ambito Uefa e Fifa.

Intanto fonti interne alla Juve, secondo quanto riportato da Mediaset dichiarano che «il Presidente, anche in caso di pena superiore ai 12 mesi, non è tenuto a dimettersi». Andrea Agnelli è stato da poco eletto anche a capo dell’Eca, l’associazione dei club europei. Il processo sportivo si tiene a porte chiuse presso il Tribunale della Figc, a Roma.

Previsto alle 14.30 il processo sportivo contro Andrea Agnelli. L’accusa è di bagarinaggio, il rischio quello dei 3 anni di stop – ore 13:43

Ci siamo. Oggi, ore 14.30, presso il Tribunale Nazionale della Figc a Roma, avrà luogo il processo sportivo contro Andrea Agnelli. Si riparte da quell’udienza sospesa lo scorso 26 maggio, dopo i vani tentativi di patteggiamento. L’accusa naturalmente è sempre la stessa: aver ‘favorito consapevolmente il bagarinaggio, partecipando personalmente a incontri” con ultrà vicini alla ‘ndrangheta, per “acquisire la benevolenza degli ultras”. Dunque, manuale del diritto sportivo alla mano, la presunta violazione degli articoli 1 bis e 12.

EVENTUALE CONDANNA E RISCHI – Il rischio per il presidente della Juventus è quello dell’inibizione tra 1 e 3 anni. La sentenza definitiva, che verrà emessa dal procuratore Pecoraro, è attesa entro martedì prossimo. Qualora la condanna dovesse essere superiore alla durata di 1 anno, il numero uno bianconero non potrebbe più ricoprire cariche federali, né rappresentare la Juventus in Federazione. Non è a rischio invece, naturalmente, la presidenza dell’Eca e della società bianconera.

 

 

 

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