Alcibiade: «Alla Juve sono a casa, ma gli avversari ti guardano in modo diverso»

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L’esperto difensore della Juventus U23 parla ai nostri microfoni dopo la vittoria contro il Cuneo. Le parole di Raffaele Alcibiade

Grande prova dell’esperto difensore bianconero nell’esordio vincente della Juventus U23. Ecco le parole rilasciate da capitan Raffaele Alcibiade al nostro Giovanni Albanese dopo la vittoria sul Cuneo.

CASA DOLCE CASA – Il ritorno alla Juve? Sempre bello, bellissimo. Purtroppo sembra tutto un sogno, la realtà è un’altra cosa. Io son di Torino, per me è proprio tornare a casa.

LA MAGLIA – Quanto pesa? Incontri avversari che ti guardano in un altro modo, non ci sono partite facili. Non ci conosciamo ancora bene, è però un’esperienza stimolante. Dopo una settimana di lavoro insieme, riuscire a portare a casa la partita è importante. Ogni partita è una finale.

AMBIZIONI PERSONALI – Se penso al debutto in Serie A? Normale dire che uno ci speri, è una cosa difficilissima. Sono venuto qua non pensando a quello. Do una mano ai ragazzi, che hanno un grosso margine di miglioramento. Il mio compito è far uscire il giocatore che loro hanno già dentro. Cosa dirò ai compagni? Sempre un’emozione indossare questa maglia, poi guarderemo gli errori che abbiamo commesso così miglioreremo. Ho poco da dire ai ragazzi: hanno dato il massimo, non ci conosciamo. Probabilmente qualche furbizia in più che si acquisisce con l’esperienza. Dare quei consigli, soprattutto nei 20′ finali. C’è stanchezza e si abbassa la qualità.

JUVE DIVERSA – Per me tutte le partite sono finali, ogni partita ti dà un avversario al tuo livello se non superiore. Se non metti il 100%, lo fanno gli altri. Giocare contro la Juve fa sì che gli altri ti guardino in cagnesco. Questa maglia non è qualsiasi. Ovunque sarà così. Ci guardano da intrusi? Queste squadre portano soldi, è un bene per tutti i ragazzi della categoria. E fanno uscire meno giovani dalle primavere, che è uno svantaggio per gli over che avrebbero meno posti, ma è un vantaggio per i ragazzi. Senza ambiente o situazione giusta puoi perdere 2 o 3 anni che poi sono fatali. Io non ero pronto, e quando perdi quegli anni li hai persi. E’ un’opportunità.

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