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Allegri Juve, i numeri non mentono: Pirlo aveva fatto meglio. Ora il futuro…

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Allegri Juve, i numeri al confronto non mentono: Pirlo alla sua unica stagione in bianconero aveva fatto meglio. E’ ora di riflettere

Con il 2-0 al Franchi, che ha portato all’ottava sconfitta di questo campionato, si è ufficialmente conclusa la stagione della Juventus. Un’annata al di sotto delle aspettative, che ha portato per la prima volta dopo undici anni i bianconeri a non aggiornare il ricco palmares di trofei. Inevitabile, quindi, le critiche all’indirizzo di Allegri e dei suoi giocatori, soprattutto se si vanno a confrontare i numeri con quelli dello scorso anno. Incredibile ma vero, il tanto vituperato Pirlo è infatti riuscito, almeno al momento, a fare meglio dell’Allegri bis.

Partiamo proprio dal numero dei trofei. Il Maestro, alla sua prima esperienza alla guida di un club di Serie A, era infatti riuscito a portare a casa la Supercoppa Italiana contro il Napoli e la Coppa Italia nella finale di Reggio Emilia con l’Atalanta. Trofei che, invece, nella stagione 2021/22 sono sfuggiti entrambi al cospetto dell’Inter di Inzaghi che, pur messa in difficoltà per 90 minuti, ha poi trovato per meriti propri o meno (l’errore di Sandro in Supercoppa) il guizzo decisivo. Quel guizzo che, dal 2012 al 2021, aveva portato Madama a lottare per obiettivi ben più prestigiosi del quarto posto, raggiunto comunque con meno difficoltà rispetto all’annata di “Pirlolandia” e con un Ronaldo in meno. L’improvvisa partenza di CR7 nelle ultime ore del mercato estivo ha inevitabilmente pesato anche sul computo dei gol, nonostante l’arrivo di Vlahovic a gennaio.

Numeri impietosi se si pensa che, ad averli fatti, è la squadra che ha dominato lo scorso decennio calcistico italiano. 57 gol contro i 77 dell’anno scorso, a fronte di 38 subiti per la seconda annata consecutiva. Differenza reti di +19 contro il +39 di Pirlo. Aumentato anche il numero di sconfitte (le già citate 8, due in più) e i record negativi. Ultimo dei quali, non avendo neanche sfiorato la rete ieri sera, è stato eguagliato dopo più di 50 anni. Era infatti dal 1968/69 che la Signora non chiudeva in Serie A senza aver battuto un avversario con almeno tre gol di scarto. I punti fermi dai quali ripartire ci sono e sono noti a tutti (Vlahovic e Chiesa in attacco, De Ligt in difesa), che verranno affiancati dopo il mercato da uomini di qualità ed esperienza come possono essere Pogba o Di Maria. Per far si che, questa stagione al di sotto della sufficienza, non diventi la normalità dell’Allegri 2.0, ma che sia solamente un intoppo in un progetto quadriennale (Max non è in discussione al momento) che deve riportare la Juve sul tetto d’Italia. E magari anche d’Europa…