All’Allianz Stadium si parla di seconde squadre: in palio un pezzo di futuro

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L’incontro dell’Allianz Stadium ha permesso agli addetti ai lavori di concentrarsi sul lavoro fatto, ma soprattutto da fare, in termini di seconde squadre

Una giornata ricca di spunti, riflessioni e idee messe sul tavolo da elaborare. Tante personalità di spicco del mondo del calcio italiano si sono alternate nel raccontare lo stato del panorama calcistico italiano a livello giovanile e il progetto seconde squadre come soluzione per non stoppare il percorso di crescita dei giovani talenti. Agnelli, Gravina, Ghirelli, Cherubini e Marotta tutti nella stessa direzione: le seconde squadre necessarie per lo sviluppo del calcio italiano.

Seconde squadre: crescita di tutto il sistema

«Questo è un tema molto importante per lo sviluppo del calcio italiano. Abbiamo fatto grandi sforzi nel raccogliere ragazzi anche avessero almeno un passato nella Juventus e conoscessero l’ambiente. Parlando della Primavera, un ragazzo come Hans Nicolussi Caviglia non gioca in un campionato allenante perché dovrebbe giocare in Primavera». Ha aperto così il presidente della Juventus Andrea Agnelli nel suo intervento al convegno sulle seconde squadre. Un campionato poco allenante, quello Primavera, nonostante gli sforzi fatti negli ultimi anni per alzare il livello del torneo. Giocatori giovani e con talento, ma con necessità di crescita, rimangono bloccati in un limbo che non permette loro di mettere in mostra le qualità a loro disposizione. Qui entra in gioco il ruolo delle seconde squadre come punto di formazione e inserimento nel calcio professionistico. La Juve ci ha creduto fermamente e non ha alcuna intenzione di fare passi indietro, anzi. L’auspicio più grande è che altri club italiani si aggiungano alla locomotiva Juve e portino il treno ad una dimensione maggiore e più virtuosa.