Bergomi è sicuro: «La Juve mi manda in confusione, Inter da Scudetto»

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Beppe Bergomi ha parlato dell’Inter di Conte, della lotta Scudetto e della trasformazione della Juve che sta portando Pirlo. Le sue parole

Beppe Bergomi ha parlato nel corso di una lunga intervista a TMW Radio, in cui ha espresso il suo pensiero su Inter, Milan e Juve. Le sue parole.

MILAN-INTER – «Anche prima che si giocasse la consideravo una partita Scudetto. Per entrambe. Il Milan non deve guardare indietro ma in avanti, per quel che ha fatto. L’Inter, però, ha vinto con merito. Dà la sensazione di essere matura e consapevole: determinati giocatori sono cresciuti, passando da sconfitte e gare non buone, adesso c’è una squadra unita e con senso di appartenenza forte. Continuo a pensare che Conte sia quello che, in questi due anni, è stato il valore aggiunto».

JUVE DI CONTE – «Ogni allenatore dà una propria identità. Juventus, Chelsea, ho commentato l’Europeo in Francia ed era una squadra dal cuore grande, con una grande attenzione tecnica. Caratterizza molto le proprie squadre: non è un’offesa dire che le due squadre si assomiglino».

JUVE DI PIRLO – «Credo che Pirlo ce l’abbia in testa, però manca Cuadrado che è quello che gli permette di fare le rotazioni che vuole. Sono anche io per una squadra che abbia un undici base, perché ho avuto un maestro come Trapattoni, e dunque per una squadra con gerarchie. Poi è un campionato anomalo, il turnover ci sta, però avere in testa un undici base è fondamentale. Però la Juventus mi mette in difficoltà… Ha preso determinati giocatori, cerca di metterli dentro, prova ancora e ancora».

KULUSEVSKI – «Mi piace ma se lo fai giocare spalle alla porta, perde il valore. Fa bene Chiesa perché gioca nel suo ruolo. La Juventus è tutta da scoprire, però è un punto di domanda».

JUVE – «E’ l’unica squadra che mi manda in confusione. Hanno cambiato Allegri che è tra i migliori in assoluto, Pirlo ora ha le sue idee, è andato avanti, e nelle difficoltà prosegue. Però sotto l’aspetto del gioco è stata altalenante e quando ha fatto le cose migliori l’ha fatto..».

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