Bremer si giustifica con la squadra: «Ero arrabbiato». Spalletti lo ha ripreso davanti a tutti con queste parole
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Bremer si giustifica con la squadra: «Ero arrabbiato». Spalletti lo ha ripreso davanti a tutti con queste parole

«Ero arrabbiato»: Bremer si giustifica con la squadra, Spalletti lo ha ripreso davanti a tutti con queste parole

All’indomani del pesante ko subito all’Allianz Stadium contro la Lazio, Luciano Spalletti ha dovuto ammettere apertamente la necessità di un rapporto con i giocatori da rivedere fin dalle basi, mentre il futuro dell’intera stagione bianconera si tinge di profondi e inquietanti dubbi. Al risveglio dopo la dolorosa notte dello stadio, l’allenatore toscano ha scelto di convocare immediatamente l’intero gruppo alla Continassa per disinnescare sul nascere una questione assai spinosa e carica di tensione: il delicato caso Bremer.

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A innescare il terremoto nello spogliatoio juventino sono state le durissime dichiarazioni rilasciate a caldo dal centrale brasiliano subito dopo il triplice fischio finale. Accusare apertamente i compagni di scarso coraggio quando la nave affonda e il mare si fa in tempesta rappresenta un errore, a maggior ragione per chi indossa la prestigiosa fascia da capitano. Tradito dall’adrenalina, dalla rabbia o dalla cocente delusione per la disfatta, il difensore verdeoro ci è cascato in pieno. Il tecnico ha perciò voluto richiamare tutti all’ordine con grande fermezza: «Quando si parla bisogna stare attenti a ciò che si dice perché qualcuno può rimanerci male…». Dal canto suo, davanti allo sguardo attento dell’intero gruppo, il brasiliano ha prontamente tentato di chiarire la propria posizione per ricomporre la frattura: «Ero arrabbiato, non volevo mandare quel tipo di messaggio». A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Il brasiliano non sarà declassato dal ruolo di capitano che ha ereditato dopo l’infortunio di Locatelli (gradi da togliere a vantaggio di McKennie) ma è stata una pericolosa confusione che si aggiunge a confusione. In questo clima societario estremamente instabile, Spalletti si muove costantemente sul filo, ben consapevole che la stima della dirigenza non potrà durare all’infinito. La voglia di rimanere al centro del ring non gli è venuta meno, ma serviranno risultati convincenti e immediati sul campo per avere la certezza di restarci

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