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Bucciantini: «Rammarico Juve, lo scudetto era fattibile» – ESCLUSIVA

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Marco Bucciantini, noto opinionista di Sky Sport, ha commentato la situazione in casa Juve in esclusiva ai nostri microfoni: le sue parole

Il gol di Vlahovic a un quarto d’ora dal termine ha permesso alla Juve di vincere a Cagliari, riscattando così la sconfitta nel Derby d’Italia. Un successo importante che permette ai bianconeri di fare un ulteriore passo verso il quarto posto, anche se la matematica tiene aperti ancora altri discorsi… Di questo e altro ha parlato, in esclusiva per Juventusnews24, Marco Bucciantini, giornalista e opinionista sportivo.

Che vittoria è stata quella della Juve a Cagliari? Come ha visto la squadra di Allegri?

«La Serie A quest’anno ha questa caratteristica: non esiste la vittoria serena, non c’è disparità di livello che consenta di programmare una partita facile o una vittoria serena. Lo dicono i dati, nessuno che lotta per salvarsi concede nulla alle squadre più forti. La Juventus ha avuto difficoltà perchè il Cagliari ha fatto poco, ma il vantaggio gli ha dato l’alibi per fare così, una partita dietro a proteggere il gol fatto. Ma se ti difendi e basta, appena si accendono i giocatori di qualità la perdi. Quando era tutto chiuso si serviva Cuadrado, sperando che saltasse in dribbling l’avversario, poi appena si è servito Dybala tra le linee con due passaggi si è arrivati alla vittoria. La cosa che mi piace però è che sento un po’ di rammarico nella Juve. Secondo me la squadra ha pensato troppo in fretta che non potesse competere per lo scudetto».

Quindi possiamo dire che, nonostante quei sei punti di distacco, non ci sarà alcuna rimonta bianconera?

«La vedo troppo difficile. Davanti ci sono tre squadre che alternativamente lasciano punti, ma devono piantarsi tutte per far si che la rimonta venga completata. Ma manca la Juve, non ha avuto quel passo per rimontare. Anche in questa rimonta possiamo dire che non fu come quella di anni fa dove vinse 15 o 16 partite di fila, ha pareggiato diverse gare in questa striscia positiva. L’Atalanta per esempio era da battere con tutte queste assenze. Resta poi il fatto che la Juve che ha il decimo attacco del campionato, non arriva a 50 gol. Il passo non è mai diventato un galoppo».

Le colpe sono da ritrovare anche nel gioco avuto in questi mesi? Cosa ne pensa delle parole di Allegri?

«Allegri partecipa a questa assurda dialettica del giocar bene, del vincere… E’ il discorso più deludente del calcio italiano, lo spegne proprio e lo tiene giù. Lui partecipa perchè si sente chiamato alla guerra e risponde, ma credo sia il primo a sapere che se giochi male non vinci. La Juve quando ha vinto non ha quasi mai giocato male. Con Ronaldo gli ultimi due anni aveva vinto un po’ più per inerzia, ma la squadra degli anni precedenti ha sempre avuto uno stile di gioco ben riconoscibile, anche con lo stesso Allegri in panchina».

Quanto rammarico c’è nel non poter vedere in futuro la coppia formata da Vlahovic e Dybala?

«Sono il cantore di Dybala. Per me quando sta bene è ancora tecnicamente il migliore della Serie A. Non dico sia il più forte, ma è dominante quando è in forma, non si marca, fa cosa vuole…Anche a Cagliari si è visto che con uno come Vlahovic da servire potrebbe fare tantissimo. La società però ha fatto una scelta e quando i dirigenti le fanno così le rispetto. Scelte impopolari e difficili, che qualificano una classe dirigenziale. Il mio rammarico è che quel giocatore rappresenta qualcosa nel racconto del calcio. Non ce ne sono capaci di fare quello che fa lui. Con Vlahovic però ci stanno bene tutti alla fine, la Juve saprà sostituirlo».

Chi invece potrebbe restare è De Ligt, nonostante le tante offerte. Quanto è importante costruire su di lui la difesa del futuro e rifiutare le proposte in arrivo?

«Un grande difensore. Ha tutto, fisico, tecnica… Ora sta facendo un po’ di addestramento, ora bisogna tirare sulla linea che il fatto che lui ci sia ti aiuta. Non so se sarà mai il capitano ma è un leader, ciò di cui ha bisogno la Juve. La società deve pensare ad avere giocatori che restino diversi anni a Torino, che non possano essere discussi. Quest’anno è finito il decennio, si sono fatte scelte per ricominciarne un altro e l’olandese deve essere uno dei punti da cui ripartire per costruire un nuovo ciclo che riporti i bianconeri a vincere».

Altra scelta della società è stata quella del ritorno di Allegri. Come giudica questa sua prima nuova annata in bianconero?

«Si fa fatica a valutare un ciclo quando finisce qualcosa. Però è importante fare scelte e difenderle. La Juve negli ultimi tre anni ha cambiato tante volte direzione, ora ha bisogno di riprenderne una. L’importane è difenderle e coinvolgerle tutte. Allegri è una scelta della proprietà, anche ben pagata, un impegno lungo ed è quella più importante. Ora bisognerà portarla avanti senza cambiare nuovamente idea».

Vincendo la Coppa Italia e arrivando in Champions, si può evitare di definire questa stagione come fallimentare?

«Io la parola fallimento la detesto. Non è stata fallimentare perchè ha comprato Vlahovic e se non aveva la forza di vincere lo scudetto comunque non ha fallito. Il non farcela con il tecnico con cui aveva fatto tanto le ha fatto capire qualcosa e cioè che un ciclo era finito. Si era data la colpa a Pirlo lo scorso anno, ora si sono accorti della realtà. Sulla Coppa Italia intanto dico deve battere la squadra più in forma come la Fiorentina, che va fortissimo, per poi fare una finale con una milanese. E lì dovrà battere una squadra mai battuta in stagione. Non sarebbe poco vincere in questa maniera».

Per la lotta Champions la Juve è la favorita o deve temere il rientro di qualche altra squadra?

«La lotta per la Champions è finita. Le squadre che andranno in Europa sono le prime quattro. Poi potrà cambiare l’ordine, ma non ci sarà nessun sorpasso clamoroso da dietro».

E invece chi lo vince lo scudetto a questo punto?

«Tre settimane fa avrei detto il Milan, la settimana scorsa il Napoli. Oggi per forza di cose dovrei dire come fanno tutti. Ha passato un brutto momento ma ne è uscita fuori. Io quello che so per certo è che non sarà un campionato in cui la vincitrice si saprà prima dell’ultima giornata. Prima è impossibile secondo me, c’è troppo equilibrio».

Si ringrazia Marco Bucciantini per la cortesia e la disponibilità dimostrata nel corso di questa intervista

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