Calcio femminile, dalla Première ad oggi: il punto sul «percorso sociale»

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Guarino ha definito «Percorso sociale» tutto ciò che è venuto dopo la Première, gara tra Juventus e Fiorentina allo Stadium. A che punto siamo nel calcio femminile

«Vale davvero la pena lottare per ciò in cui crediamo?». Rita Guarino aveva presentato con questa frase la notizia di un suo intervento sul palco del Ready Player X, evento nato nell’ambito del TedxTorino. Chi, infatti, meglio di lei, sa cosa significhi combattere per i propri sogni, i propri obiettivi, i propri diritti? Dopo una vita passata a solcare i campi di calcio, il coach bianconero ha intrapreso la carriera da allenatrice: proprio in questo percorso di vita è approdata alla Juventus Women, guidando un progetto appena nato, che in soli due anni ha raggiunto traguardi inaspettati nel calcio femminile, sul campo e non.

Una delle soddisfazioni più grandi, per Guarino, per l’ambiente bianconero e per tutto il calcio femminile è quella gara giocata all’Allianz Stadium, davanti a 40 mila persone. Parlando della Première, il coach ha dichiarato: «Le cose stanno cambiando e quel giorno all’Allianz Stadium è stata restituita dignità all’atleta, alla donna e anche al calcio, perché ho visto finalmente intraprendersi un percorso sociale fatto da uomini e donne che camminano insieme nella stessa direzione».

«Percorso sociale». Così, Guarino, ha definito la strada che si è aperta dopo quel match. «Percorso», perché è un cammino lungo, fatto di ostacoli e di mete, alcune già raggiunte, altre ancora no. «Sociale», perché non riguarda solo il mondo del calcio, ma la società intera che ha imparato a dare importanza e dignità ad un movimento che merita la visibilità che sta avendo.

Cosa è cambiato dopo la Première nel calcio femminile

A che punto del «percorso sociale» siamo? Nonostante non sia passato neppure un anno da quel 24 marzo, alcune conquiste sono già state raggiunte, e hanno un peso specifico importantissimo in un movimento che, fino ad un anno fa, aveva una rilevanza circoscritta. Un mese dopo quella sfida all’Allianz, la Juventus Women è scesa in campo al Tardini contro la Fiorentina per la finale di Coppa Italia. Anche in questo caso, uno stadio importante per una gara femminile.

A dare una spinta ancora più forte verso la diffusione del calcio femminile è stato senza alcun dubbio il Mondiale, che ha portato visibilità e interesse verso il movimento. Grazie all’attenzione mediatica e alle straordinarie prestazioni della Nazionale femminile guidata da Milena Bertolini, l’Italia si è appassionata a questo sport, dando la giusta rilevanza all’impresa azzurra.

Con l’inizio della nuova stagione, gli effetti del Mondiale si sono riversati sul campionato e non. Più tifosi negli stadi, più spettatori davanti la tv, più attenzione mediatica, più iscrizioni nelle scuole calcio femminili. Tanti fattori che hanno aiutato un movimento che reclama a gran voce visibilità.

Conquiste giuridiche e cambi format

Non stupiscono, allora, le importanti conquiste raggiunte anche dal punto di vista giuridico. Sul finire del 2019, infatti, il Senato ha approvato un emendamento che permette alle singole Federazioni di passare al professionismo anche nell’ambito degli sport femminili. Al raggiungimento del traguardo manca ancora tanto: nonostante l’apertura della Commissione Bilancio al Senato, la decisione del passaggio al professionismo spetta alle singole Federazioni: società e giocatrici parleranno dunque con la Figc per trovare una soluzione. Un primo passo, comunque, è stato fatto: fino ad un anno fa, anche un tassello del genere appariva utopico.

Passi in avanti anche in Europa: la Uefa ha deciso di introdurre, dalla stagione 2021/2022, un nuovo format per la Women’s Champions League. Le squadre partecipanti affronteranno una prima fase a gironi, come accade per la competizione maschile. Questo permetterà ai club di affrontare più gare in una singola edizione: un cambiamento importante, considerando che la Juventus Women, nelle sue due partecipazioni, ha giocato solamente quattro gare in totale, essendo stata eliminata sempre ai sedicesimi.

Il 2020 sulla scia del 2019

Se il 2019 è stato l’anno della svolta, il 2020 deve inevitabilmente essere quello dell’affermazione del calcio femminile. L’anno sembra iniziato nel modo migliore: dopo la scelta della Juventus di aprire lo Stadium ad una gara delle Women, anche il Tavagnacco ha deciso di disputare una gara, proprio quella contro le bianconere, al Nereo Rocco. Allo stesso modo l’Empoli ha affrontato la squadra di Rita Guarino davanti al pubblico del Castellani. Conquiste importanti per un mondo che reclama a gran voce la sua importanza, e che adesso non si accontenta più.