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Conferenza stampa Mourinho post Roma Juve: «70 minuti in controllo»

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Conferenza stampa Mourinho post Roma Juve: le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso dopo la partita dell’Olimpico

José Mourinho ha parlato in conferenza stampa dopo Roma Juve.

GARA – «Per 70 minuti siamo una squadra di qualità a tutti i livelli, sempre in controllo. Dopo succede il tipo di errore che per me è difficile da accettare, ma devo accettarlo. Felix era stanco e in difficoltà, abbiamo fatto un cambio e il giocatore fresco che è entrato ha perso Cuadrado sul 3-3. Non c’è bisogno di talento, ma di concentrazione e fare le cose più basiche, era facile controllare la profondità di Cuadrado. In condizioni normali con il 3-2 non succede niente, sei solo meno rilassato del 3-1, aumenti il livello di concentrazione e non succede niente. Però non siamo noi questi. Quando siamo in difficoltà o c’è un episodio, è una squadra che non ha leadership, non ha gente con quella mentalità di dire ‘Non è successo niente, siamo in controllo’. Abbiamo questa fragilità».

ARBITRO – «Voglio dire che ha fatto Roma-Napoli e Roma-Juve, due partite di alto livello di responsabilità, ha fatto molto bene, molto tranquillo, in controllo, comunicazione, empatia, i gialli nel momento giusto. Mi è piaciuto tanto e gli faccio i complimenti».

ASPETTATIVE – «Dopo questa partita io sento che ho fatto un gran lavoro negli ultimi due giorni. Abbiamo deciso di cambiare struttura, giocando con un ragazzo che ha fatto 30 minuti, non sa la metà dei nomi dei giocatori con cui ha giocato. Felix fino a tre mesi fa giocava sul sintetico in Primavera. Abbiamo avuto organizzazione e attenzione, per 70 minuti. Poi però mi sono sentito di non poter fare niente, non potevo prendere l’arbitro e chiedergli di fermare la partita per 5 minuti per parlare con i miei giocatori».

SOLUZIONI – «A questi livelli, si risolve facilmente con i soldi, ma questo riguarda soprattutto allenatori in Premier che pagano 80 milioni per un portiere e magari non gli piace e ne prendono un altro a 70. Noi non possiamo cambiare 5-6 giocatori, non possiamo prendere un giocatore fatto che cambia subito la squadra, dobbiamo quindi lavorare con tanto entusiasmo e coraggio. Dopo stasera ci vuole coraggio per tornare a lavorare di nuovo e guardare avanti. Dal punto di vista personale pensavo che la squadra avesse un livello superiore di quello che abbiamo noi, pensavo che fosse più facile migliorare questa squadra. Abbiamo migliorato tante cose ma non è sufficiente».

COSA SERVE – «Oggi c’è bisogno di essere positivi e trovare motivazioni. Rimango con 70 minuti dove abbiamo extra-vinto la partita, 3-1 con tranquillità. Gli altri 20 minuti è quello che siamo noi, poi quei 5 minuti dove siamo nuovamente andati lì, abbiamo cercato e trovato il rigore con qualche altra opportunità. C’era chi era positivo fino a ieri e si è allenato pochi minuti. Settanta minuti fantastici, chi è contento è chi è neutrale a casa e ha visto una partita fantastica. Per i romanisti è dura ma è più dura per noi perché siamo professionisti».

MERCATO – «Io penso che arrivi un centrocampista in prestito, perché è questo il nostro mercato. Ma se arriva chi noi pensiamo possa arrivare è un profilo psicologico più adatto a quello che noi vogliamo. Può portare un salto di qualità a livello di squadra, quando Karsdorp non ha giocato eravamo senza opzioni. Quando giochiamo tre partite di fila abbiamo difficoltà in tante posizioni, con alcuni giocatori pronti per giocare come questo ragazzino, Maitland-Niles, che ha dimostrato di avere qualità e di non essere scarso, può aiutare, pur dopo soli 30 minuti di allenamento. Arriveranno di nuovo partite ogni tre giorni, due giocatori in più sono un miglioramento per noi a livello di opzioni. Una panchina nostra di solito è fatta di bambini».