Conte per il dopo Spalletti? Solo con l'intervento di Elkann. Sullo sfondo Deschamps (già resosi disponibile) e Pioli
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Conte per il dopo Spalletti? Solo con l’intervento di Elkann. Sullo sfondo Deschamps (già resosi disponibile) e Pioli

Conte alla Juve per il dopo Spalletti solo con l’intervento di Elkann. Sullo sfondo Deschamps (già resosi disponibile) e Pioli

Alla vigilia di quello che sulla carta dovrebbe rappresentare il primo anniversario di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, non c’è assolutamente nulla da festeggiare alla Continassa. Il condizionale d’obbligo racconta la gravità del momento: la bruciante ed ennesima sconfitta patita a Marassi ha trasformato una data simbolica in un drammatico tavolo di confronto per la dirigenza. Non potendo rivoluzionare un’intera rosa che finora non ha salvato nessuno dei suoi protagonisti, la società si trova costretta a interrogarsi sulla posizione della propria guida tecnica. Una squadra che nel proprio DNA ha sempre avuto lunghi e vincenti cicli storici sembra ormai triturare un allenatore dopo l’altro. La Juve vista a Genova è apparsa una vera e propria “non-squadra”: una compagine completamente priva di anima, idee tattiche,personalità e qualità individuale. In un anno di lavoro, l’ex ct ha prima tentato di rigenerare l’organico e poi di plasmarlo secondo la propria filosofia, finendo però per scivolare in Europa League e restando incapace di guidare il gruppo fuori da questa profonda crisi. Ne scrive La Stampa.

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L’intero ambiente bianconero pretende ora una scossa immediata. La coppia di direttori composta da Giovanni Carnevalie Ricky Massara ha tentato in tutti i modi di schermare il tecnico per scongiurare l’ennesimo ribaltone, ma i prossimi tre impegni cruciali prima della sosta — contro Napoli, AZ Alkmaar e Fiorentina — rappresentano un drammatico bivio. Se la svolta dovesse passare dal cambio della guida tecnica, i tifosi hanno un solo nome scolpito in testa: il grande ritorno di Antonio Conte.

Per arrivare al salentino, ancora in vigile attesa delle mosse del Manchester United, servirebbe l’intervento in prima persona di John Elkann, numero uno di Exor. Le alternative di spessore però non mancano: oltre a Stefano Pioli,avanzano le candidature attorno a Didier Deschamps. Libero dopo quattordici anni alla guida della Francia e a vent’anni dalla parentesi in Serie B, Deschamps ha già fatto pervenire la sua totale disponibilità tramite intermediari, ricordando quella frase pronunciata un anno fa: «Tutto è possibile, andare via fu un errore». La Juve è a un bivio: dopo un anno la squadra resta una non-squadra e qualcosa va inevitabilmente cambiato.

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