
La reazione della dirigenza e la posizione di Elkann su Spalletti: Juventus, società preoccupata per dal ko col Genoa
La dolorosa battuta d’arresto incassata a Marassi contro il Genoa ha aperto uno scenario di profonda riflessione in casa Juventus, dove a colpire maggiormente i vertici societari è stata la totale e preoccupante mancanza di reazione da parte della squadra. Di fronte al malinconico isolamento di Luciano Spalletti a fine gara, la dirigenza bianconera si è ritrovata catapultata in una fase di serrati e continui confronti interni. L’immagine di un gruppo che si è letteralmente sciolto — tra le differenti scelte di mercato condivise, la costante sfortuna degli infortuni e un’incapacità cronica di mostrare la dovuta maturità nei momenti critici — ha acceso tutti i campanelli d’allarme alla Continassa. Fuori dal campo il club appare sospeso in un’attesa vigile, consapevole che la zona Champions dista quattro lunghezze ma con la necessità prioritaria di capire se la formazione stia scivolando in un pericoloso baratro irreversibile. Ne scrive Tuttosport.
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In questo clima di forte tensione e di aperta contestazione da parte della tifoseria, l’asse direttivo guidato dalla proprietà continua tuttavia a mantenere una posizione ben precisa. La figura del presidente John Elkann rappresenta il vero perno attorno a cui ruota la tenuta del progetto tecnico: la fiducia incondizionata della proprietà nei confronti di Spalletti è stata ribadita con grande forza sia dopo il pesante tracollo interno con la Lazio, sia all’indomani della prestazione con il Rennes e della vittoria di Lecce. La volontà della dirigenza è quella di proteggere il proprio allenatore, difendendolo dalle sirene dell’ambiente e dalla spinta emotiva della piazza, che invoca a gran voce il ritorno di Antonio Conte per riaccendere l’entusiasmo.
Nonostante il solido sostegno pubblico e privato espresso da Elkann, la dirigenza si trova costretta a gestire un equilibrio estremamente sottile. I contatti tra i dirigenti sono costanti per analizzare lucidamente ogni singolo dettaglio di una stagione nata sotto una cattiva stella. Il messaggio ufficioso che filtra dalla società resta sintetizzabile nella volontà di proseguire il percorso intrapreso, ma la dirigenza pretende un’immediata e convincente risposta sul campo. Senza una sterzata d’orgoglio e un cambio di passo nelle prossime importanti uscite, l’intero castello difensivo eretto attorno al tecnico rischierebbe di crollare definitivamente.