Riscoprirsi Danilo: il ruolo, Pirlo, Cancelo e quella profezia di Sarri

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La Juventus ha ritrovato il vero Danilo. Il giocatore brasiliano è un punto fermo. La profezia di Sarri e il lavoro di Pirlo

Poco più di un anno e mezzo fa la Juve chiudeva un’operazione che ha fatto storcere il naso a tanti tifosi: via Joao Cancelo, ceduto per circa 65 milioni di euro, 28 milioni in contanti più il cartellino di Danilo, valutato 37. Quei 37 milioni di euro sembravano una mezza ‘follia’ visto l’inizio non proprio promettente di Danilo con la maglia della Juventus. A dire il vero la prima presenza fu incredibile, con un gol decisivo contro il Napoli a pochi secondi dal suo ingresso in campo, ma le prestazioni in seguito sono state altalenanti. Danilo è un giocatore importante e lo dice il curriculum. Il laterale ha un ‘pedigree’ di prima fascia: il brasiliano, proprio come un certo Cristiano Ronaldo, ha vinto in Premier League, Liga e Serie A e nel palmares ha anche Champions e Libertadores. Danilo è diventato un elemento importante nello spogliatoio, sin dal suo approdo. Danilo lo scorso anno ha vissuto invece una stagione di transizione e ambientamento, un’annata altalenante con pochi picchi ma, da quando in panchina siede Andrea Pirlo, lui non ha mai saltato un minuto.

La profezia di Sarri e la leadership di Danilo

Come detto, Danilo, nonostante alcune prestazioni non esaltanti, è diventato un leader dello spogliatoio. «È un giocatore affidabile, che difficilmente sbaglia la partita. Sulla sinistra ha un rendimento simile come a destra, qualche problemino chiaramente in uscita con il piede opposto. Ha buon livello caratteriale, di personalità, è una figura importante per lo spogliatoio» ha detto di lui Maurizio Sarri alcuni mesi fa. E in effetti quelle parole sono diventate profetiche perché la Juve ora sta scoprendo il vero Danilo. Il brasiliano, forse un po’ a sorpresa, ha assunto il ruolo di leader dello spogliatoio diventando pian piano fondamentale e trovando la sua dimensione a un anno di distanza dal suo approdo a Torino. Danilo era sostanzialmente l’alternativa a Cuadrado, arretrato nei 4 di difesa da Maurizio Sarri. Ha disputato 32 partite in totale e ha segnato 2 gol in campionato.

 

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La rinascita con Andrea Pirlo in panchina: il nuovo Danilo

La manovra dei bianconeri parte spesso e volentieri dalla difesa e non è un caso che Danilo, oltre a essere il giocatore più impiegato da Mister Andrea Pirlo dall’inizio della stagione, sia il quarto nella classifica generale del campionato italiano per numero di palloni giocati. Dai piedi del brasiliano ne sono passati ben 584, di cui 421 andati a buon fine. Sempre in campo: è l’unico ad aver giocato tutti e 720 i minuti di gioco sin qui disputati dalla Juve. Nessuno, tra i suoi compagni, ha percentuali così alte. Danilo ha inoltre registrato lo scatto più veloce della squadra con i suoi 31,6 chilometri orari. «Sono un difensore. Non è un problema la posizione. Sono felice di giocare in un ruolo diverso in questa stagione alla Juve. La cosa più importante nel calcio è l’occupazione dello spazio, fare il movimento giusto al momento giusto. Questo non dipende dalla posizione. Ogni posizione ha ovviamente una sua caratteristica particola, ma in una linea difensiva che vuole costruire con palla al piede, cambia poco il lato in cui si gioca, è più una questione di spazio occupato. Al Real non ho giocato tanto e a volte ho fatto anche il terzino sinistro, mentre al City ho giocato in tutte le posizioni della difesa e anche a centrocampo, ma mi definisco un difensore. Per prepararci nei cambi di ruolo sono stati fondamentali i video, soprattutto con un calendario pieno di partite e con poco tempo di preparazione. Un atleta di alto livello deve fare affidamento su questo, sui video e su questo tipo di informazioni per prepararsi al gioco offensivo e difensivo. Pirlo ha avuto l’idea simile a quello che ho fatto al Manchester City, nei due anni in cui sono stato lì. È una posizione a cui ero abituato e conoscevo già. Questo ha aiutato l’inserimento di nuove idee nella squadra. Con la comprensione che ho del gioco in generale e le caratteristiche che ho, posso aiutare la squadra nella costruzione dal basso»: così lo stesso Danilo ha spiegato il suo ruolo nella nuova Juve. D’altronde si cambia per non cambiare.

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