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Inzaghi: «Lautaro era di spalle e non vedeva. Noi nel primo tempo…»

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Inzaghi: «Lautaro era di spalle e non vedeva. Noi nel primo tempo…». Le dichiarazioni del tecnico dell’Inter

Simone Inzaghi ha parlato a DAZN dopo Lazio-Inter, soffermandosi sull’episodio del gol di Felipe Anderson.

PRESTAZIONE – «Abbiamo fatto la miglior partita per i primi 60 minuti, sicuramente una squadra come la nostra poteva gestire meglio. Potevamo fare il secondo, poi abbiamo preso un gol da calcio d’angolo che non possiamo concedere. La Lazio è una squadra di qualità ed è venuta fuori, abbiamo preso un secondo gol un po’ strano e poi abbiamo perso la testa. Il terzo gol preso in quel modo non va bene. Ci prendiamo la prestazione e non il risultato, è una battuta d’arresto che non ci voleva per la nostra classifica».

POLEMICHE – «L’arbitro in queste situazioni può anche fermare il gioco, ma una squadra come la nostra giocando come abbiamo fatto deve portare a casa un altro risultato. Noi nel primo tempo abbiamo messo fuori il pallone. La sorte e la sfortuna hanno voluto che prendessimo gol in quella posizione in cui avevamo un giocatore a terra. Lautaro era di spalle, non vedeva cosa stava accadendo».

RESUSCITATI «Quando trovi avversari di assoluto valore come la Lazio non devi dare la possibilità di tornare in partita. Nei primo 60′ abbiamo avuto una ottima gestione, oggi paghiamo le conseguenze di aver rimesso gli avversari in partita».

PAREGGIO – «La prestazione la squadra l’ha fatta, dovevamo restare comunque in partita anche sul 2-1, a quel punto devi cercare di portare a casa almeno il pareggio. Abbiamo tenuto il campo nel migliore dei modi, a fine primo tempo avevo detto che dovevamo essere bravi ad ammazzare la partita, dovevamo essere più bravi.

EMOZIONI PRE GARA – «Sono stati 5 minuti molto intensi, una grande emozione. Mi ha fatto molto piacere l’accoglienza dei miei tifosi, al fischio d’inizio ho fatto il professionista cercando di dare il massimo. Il finale è stato amaro e non ci voleva per la nostra classifica. E’ stata una giornata molto intensa, era l’inizio che sognavo».