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Dagli scudetti alle finali di Champions: la Juve (di Allegri) che non c’è più

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Dai nove scudetti consecutivi alle due finali di Champions League: l’attuale Juventus di Allegri e il paragone con quella dominatrice in Italia e protagonista in Europa, che non c’è più

Era dal 2004 che la Juve non perdeva una partita ufficiale con 4 gol di scarto. Basterebbe questo dato per comprendere le dimensioni della sconfitta subita ieri dalla squadra di Allegri sul campo del Chelsea di Tuchel. Un crollo arrivato però, a differenza di 17 anni fa in campionato contro la Roma, sul palcoscenico più importante e contro i campioni d’Europa in carica. Una figuraccia a livello internazionale a cui la Juventus non era più, e forse non lo è mai stata, abituata. Nel giro di pochi anni il club bianconero ha dilapidato tutto il vantaggio accumulato nell’ultimo decennio, costruito sul campo e certificato dai 9 nove scudetti consecutivi e dalle 2 finali di Champions League. Quella Juve, che è stata per ben 5 anni di Massimiliano Allegri, non esiste più.

La differenza tra Chelsea e Juventus è stata a tratti imbarazzante: una corazzata europea, costruita su tecnica, fisicità e intensità ai massimi livelli, contro una squadra “piccola”, conservatrice, che non ha mai dato l’idea di essere pericolosa e ha fatto da sparring partner ai campioni d’Europa. I Blues, al pari di Bayern Monaco, Manchester City, PSG, sembrano davvero di un altro livello e la squadra di Allegri ormai lontana anni luce. Le due finali di Champions sono già un lontano ricordo, ma lo sono anche i 9 scudetti consecutivi: la Juventus ha perso tutto il proprio vantaggio anche in Serie A. Non è più la dominatrice dell’ultimo decennio, che controllava tutte le partite con la netta sensazione di superiorità su qualsiasi avversaria. Questa squadra è vulnerabile, prevedibile e non fa più paura. Una rosa mal pensata e costruita, senza progettualità e idee in campo: la Juve (di Allegri) non c’è più.