Juve, attenzione ai perdenti seriali

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© foto Massimo Pinca

Nella settimana delle polemiche non potevamo non interpellare l’opinionista di Telenova Mauro Graneris che vive “animatamente” le vicende Juve negli studi televisivi milanesi

Ecco ci risiamo. Sull’onda lunga originata, indovinate un po’ da chi, ecco salire sul surf dei “perdenti seriali” con sempre pronto l’alibi più comodo  e ormai un poco abusato e quindi consunto, anche il buon “ciuccio” che, invece di analizzare i perché concreti di una partita persa sul campo, preferisce aggrapparsi agli ormai famigerati “ganci” fabbricati in Lombardia ed esportati in un po’ tutto lo stivale. La spaccatura direi che ormai è chiara e netta: juventini da una parte e il resto della truppa (tutta, Sindaci compresi) a schierarsi contro con ogni mezzo a disposizione, anche il più sfacciatamente in contrasto con la realtà dei fatti.

A pensarci bene però non poteva che succedere questo dopo un quinquennio (e un pezzo)  di dominio assoluto dove la frustrazione degli avversari ha raggiunto punte, probabilmente, insopportabili. Quindi, con la consapevolezza della nostra forza,  potremmo anche osservare tutto questo con distacco, con un sorriso quasi di pietà appena accennato sulle labbra e tanta umana comprensione per chi sta vivendo momenti che, possiamo solo immaginare,  non ti fanno dormire la notte.

Ma attenzione perché è proprio in questi momenti di “disperazione” che i frustrati possono superare il limite, non limitarsi al confronto sul campo ma cercare strade diverse, più comode, per superare e , se possibile, anche “annientare” l’avversario.

Ogni riferimento al 2006 è puramente voluto. Certo le similitudini sono molte lontane. Quella dirigenza si macchiò sicuramente di colpe condannabili e, giustamente, condannate. Ma il tempo, come sempre galantuomo, ci ha fatto capire cosa successe veramente in quel periodo. Sono certo che la nostra attuale dirigenza non ha nulla da spartire con quanto successe allora, ma attenzione alla “fantasia” (e alla potenza)  dei disperati perché i venti che sento spirare in questa stagione, talmente falsi e ingannevoli,  mi suggeriscono di  tenere molto alta la guardia.

Perdenti seriali fatevene una ragione, il ciclo bianconero non è ancora finito. Il vostro arriverà sicuramente (è la storia che ce lo dice, anche se ci auguriamo il più tardi possibile) e cercate di raggiungerlo sul campo  con 11 uomini che si dimostrino più forti nel far rotolare il magico attrezzo di forma sferica.

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