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Juventus, il borsino della stagione: chi ha deluso e da chi riparte Allegri

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Juventus, il borsino della stagione: i giocatori che hanno deluso e da chi riparte Allegri per la prossima annata

70 punti in campionato e quarto posto. Ottavi di Champions, Supercoppa e Coppa Italia sfumate in finale. La prima stagione dell’Allegri 2.0 si chiude con zero titoli, così come non accadeva dal 2010/2011. «Quando sei alla Juve è normale che tutti hanno grandi aspettative, i primi siamo noi, ma ci sono annate come queste in cui non riesci a portare a casa un trofeo e dispiace» aveva dichiarato Allegri in conferenza stampa. Adesso, a giochi ormai conclusi, possono iniziare (o meglio, intensificarsi), le valutazioni sulla stagione che verrà. Allenatore e dirigenza inizieranno così a pianificare quella che sarà la prossima annata, valutando in vista dell’estate come e dove rinforzare la rosa per renderla più competitiva. Tenendo conto, chiaramente, di chi non ha rispettato le attese e dai giocatori da cui ripartire.

I pilastri da cui riparte la Juventus. Mix tra esperienza e gioventù. La Juve costruirà un’ossatura definita per la prossima stagione, affiancando alla valorizzazione del progetto giovani la leadership dei senatori. Quelli già in rosa, e quelli che verranno (Pogba, Di Maria). Ed ecco che sarà fondamentale la figura di Leonardo Bonucci, nuovo capitano dopo gli addii di Chiellini e Dybala, così come quella di Danilo, ormai un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio. Avranno ancora più responsabilità anche Szczesny, Perin e Cuadrado, così come Pinsoglio, De Sciglio (rinnovo permettendo) e Zakaria che, dopo i primi sei mesi di ambientamento a Torino, nella prossima stagione è chiamato a compiere uno step in più a livello di carisma all’interno dello spogliatoio. Parlavamo di giovani anche. In quattro costituiscono le certezze di Allegri per il presente e per il futuro: De Ligt, Locatelli, Chiesa e Vlahovic. Per il difensore olandese, inoltre, è in ballo anche il discorso rinnovo: uno/due anni di prolungamento rispetto all’attuale scadenza nel 2024 e abbassamento della clausola rescissoria da 120 milioni a 70/80.

Chi ha deluso. Sono diversi, dal lato opposto della medaglia, i giocatori che non hanno rispettato le attese quest’anno. A cominciare da Moise Kean, che ha timbrato il cartellino solamente in 6 occasioni su 42 partite. Difficilissimo immaginare una sua permanenza a Torino l’anno prossimo… Discorso analogo per Arthur, il cui rendimento altalenante potrebbe indurre la Juventus a separarsi dal brasiliano. E poi c’è Morata. Una stagione a due volti per lo spagnolo, più incisivo da gennaio in poi con l’arrivo di Vlahovic, che gli ha permesso di giocare con più libertà in avanti. Ma questo potrebbe non bastare per convincere la Juve al riscatto: i 35 milioni da versare nelle casse dell’Atletico Madrid sono una cifra troppo elevata, e i discorsi tra i due club per venirsi incontro proseguono. Ma ora è complicato. Si ripeterà lo stesso copione di Dybala e Bernardeschi? Quello che è certo, invece, è il percorso di crescita di Adrien Rabiot, che ha rischiarato una prima parte di campionato in ombra solamente negli ultimi mesi. Stagione a due volti, se così si può definire, che alimenta le riflessioni su una possibile permanenza o meno all’ombra della Mole. Deludente la stagione di Alex Sandro, sul piede di partenza e prossimo all’addio. Da capire poi cosa deciderà la dirigenza su Rugani, Pellegrini, McKennie e Kaio Jorge: poca continuità per i primi due, infortuni per i secondi due che alimentano i dubbi del club.