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Juve, perchè questa volta sarà diverso

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Ventuno lunghi anni da Roma 1996, passando per le delusioni di Monaco di Baviera, Amsterdam, Manchester e Berlino, ma Cardiff 2017 per la Juve è diverso

La finale di Cardiff sarà diversa. Altrimenti i tifosi juventini dovranno scovare il loro Bela Guttmann per scacciare la maledizione Champions. Scaramanzia e magia a parte, proviamo a capire perché questa volta non potrà andare come le precedenti.

La Juventus si presenta a Cardiff dopo un percorso netto e convincente, avendo dominato tutti i turni eliminatori, mostrando una maturità e una consapevolezza sempre maggiore, ha comandato le partite prima con la mente poi con le qualità tecniche. Ha reso mansueto il Barcellona, ha messo la museruola al temibile attacco del Monaco. Ha trovato protagonisti diversi in ogni partita, da Dani Alves a Pjaca, da Buffon a Dybala, da Chiellini a Higuain, passando per Khedira, Mandzukic, Bonucci e Pjanic. Ha vinto con pazienza e furore, calma e sicurezza. È cresciuta partita dopo partita, turno dopo turno e ora arriva carica come non mai all’appuntamento con il “mai fatto prima”. Di fronte avrà l’avversario degli avversari, il club più famoso del mondo, il Real Madrid, il cui nome incute timore già nel pronunciarlo. Il miglior contendente possibile per suggellare l’impresa, il Re da rovesciare per occuparne degnamente il trono.

La squadra che scenderà sul prato del Millennium Stadium sabato è praticamente fatta. È quella che ha eliminato il Monaco, quella che potrebbe diventar poesia da recitare ai posteri. Buffon in porta, Barzagli, Bonucci e Chiellini in difesa, Dani Alves e Alex Sandro sulle fasce, Pjanic e Khedira coppia centrale, Mandzukic tutto campo a sinistra,  Dybala scheggia impazzita e Higuain di punta. Inutile parlare di difesa a tre, a quattro o a cinque, non si giocherà a calcio balilla. Dove mettere in difficoltà il Real? Due gli uomini chiave: Dani Alves e Dybala. Il primo giocherà sul lato forte del Real, ovvero la sinistra, con Marcelo e Bale o Isco come avversari. Ridurne la pericolosità, con l’aiuto prezioso di Barzagli, per poi offendere sfruttando le amnesie del terzino sinistro verdeoro sarà fondamentale per creare quegli spazi vitali al movimento di Dybala. Se, come prevedibile, Pjanic avrà libertà di giocata, si potrebbero creare situazioni importanti o giocando palla nello spazio dietro la linea di difesa o trovando subito Dybala con passaggi corti, sfruttando la differenza di passo con Casemiro, il vertice basso del centrocampo madrileno. A quel punto, diventerebbero fondamentali gli inserimenti di Khedira difficilmente limitabili da Kroos e/o Modric. Passare subito in vantaggio potrebbe rivelarsi determinante per lo sviluppo del match. Perché si potrebbe chiudere in un imbuto il temibile attacco del Real, anche se, a differenza degli avanti incontrarti in precedenza, i blancos possono contare su una fisicità e una struttura superiori. La speranza di Allegri è che possa giocare Bale, non al meglio e meno prevedibile dello sgusciante Isco, l’uomo più in forma tra gli spagnoli. Se poi il sacrificato, per lasciar spazio al gallese, dovesse essere Benzema, sarà Ronaldo a fungere da centravanti e questo se da un lato potrebbe essere un problema, dall’altro potrebbe essere un vantaggio per un’uscita di palla migliore da dietro, sfruttando la libertà di cui godrebbe Bonucci. Infine, attenzione massima alle situazioni da palla da fermo. Sergio Ramos pericolo pubblico numero uno. Suggerimento al tecnico toscano.  E se a marcarlo fosse Mandzukic?

La Juve ha tutto per disinnescare il Real, ha la presunzione di affrontarlo alla pari e ha un vento di quindici milioni di tifosi che soffierà alle sue spalle,  perché questa volta non potrà andare male.

di Paolo OGGIONI