Koopmeiners dopo Douglas Luiz, così Spalletti ha risvegliato l'olandese: dal duro confronto estivo fino alla svolta nelle ultime settimane
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Koopmeiners dopo Douglas Luiz, così Spalletti ha risvegliato l’olandese: dal duro confronto estivo fino alla svolta nelle ultime settimane

Dal duro confronto estivo fino alla svolta nelle ultime settimane: Koopmeiners dopo Douglas Luiz, così Spalletti ha risvegliato l’olandese

Rigenerare il talento sopito, togliergli la naftalina e restituirgli una nuova vita sul campo rappresenta da sempre l’autentica specialità di Luciano Spalletti. Come già accaduto all’Inter trasformando Marcelo Brozovic – scoperto da Piero Ausilio ma a lungo senza ruolo – in un regista di caratura internazionale e a Napoli consacrando Stanislav Lobotka in eroe dello scudetto, con Teun Koopmeiners la storia si sta magicamente ripetendo. Quando Damien Comolli e in estate Giovanni Carnevali gli hanno chiesto di rivalutare un pesantissimo investimento da 59 milioni di euro ereditato dalla gestione Giuntoli – scomodo per costi e collocazione –, il tecnico toscano non ha esitato, avviando un paziente lavoro certosino durato un anno intero. Ne scrive Tuttosport.

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Il cammino è stato un autentico percorso a ostacoli: dall’inedito esordio da braccetto sinistro a Cremona nel novembre 2025 agli infruttuosi tentativi sulla trequarti, fino al ripiegamento in mediana con Locatelli dopo il ko di Thuram. Tra continue prestazioni sulle montagne russe – dall’ingresso opaco a Frosinone al gol col Parma, dall’assist col Milan fino al tonfo col Sassuolo – e le sirene turche respinte in estate, Spalletti ha affrontato l’olandese a muso duro per provocarne l’orgoglio. Dopo aver incrociato Xavi in Nazionale, Koopmeiners è tornato alla Continassa con una luce diversa, complice il problema di Sarr: prima la traversa di Marassi, poi il dominio assoluto contro il Napoli e infine l’apoteosi di Alkmaar, con il gol capolavoro davanti alla propria gente.

Una rinascita folgorante che viaggia di pari passo con la metamorfosi di Douglas Luiz, plasmato vertice basso da regista e subito tornato a vestire la maglia del Brasile. Poco prima di lasciare la sala stampa, un combattivo Spalletti, forte della fiducia ribadita dalla dirigenza bianconera, ha blindato il suo pupillo: «Sono felicissimo per Teun: è un top player. E si è meritato tutto, in una serata che per lui era speciale». Fino ad agosto la Juventus mendicava acquirenti; oggi il mister ha in pugno la squadra e sta vincendo la sua guerra personale. Ma per Madama le battaglie non finiscono mai: il rovente e insidioso esame del Franchi contro la Fiorentina è già realtà.

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