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LAVAGNA TATTICA – Allegri Juve: quanto la rosa attuale è adatta all’allenatore

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Allegri è a un passo dal clamoroso ritorno alla Juve. Quanto la rosa attuale è adatta al tecnico livornese?

Il ritorno di Allegri

Il clamoroso ritorno di Allegri alla Juve sembra ormai cosa fatta. Da quello che trapela, il tecnico toscano tornerebbe con un contratto importantissimo, ossia un quadriennale con un ingaggio vicino ai 10 milioni di euro. Negli anni in cui i bilanci dei club sono sconvolti dalla pandemia, questi numeri sono tutt’altro che banali, che certificano come Agnelli voglia aprire un nuovo ciclo col tecnico livornese, dandogli ancora più rilevanza rispetto al quinquennio precedente (non dimentichiamoci anche dell’addio di Paratici).

In questi due anni, Allegri è stato fermo: a differenza di Conte e Sarri, non ha fatto esperienze all’estero, spesso fondamentali nel contatto con altre scuole calcistiche e come modo di aggiornarsi. Per quanto spesso gli allenatori si evolvano(e nulla ci dice che in questi due anni Allegri non abbia studiato e non si sia aggiornato), difficilmente alla Juventus arriverà un tecnico particolarmente diverso da quello che abbiamo visto fino a due anni fa.

I dubbi sul pressing

Se sia Pirlo che Sarri hanno provato entrambi a impostare (trovando enormi problemi, soprattutto il primo) una squadra propositiva che pressasse più in avanti, va detto che le squadre di Allegri non hanno mai veramente lavorato sui principi di riaggressione e pressing offensivo. Come sottolineato spesso da molti, Chiellini in primis, la sua Juve preferiva scappare all’indietro e difendersi con un blocco medio-basso. Il vantaggio lo difendeva abbassando molto il baricentro, con due linee da 4 molto corte e strette. Tutto ciò, in piena epoca BBC, rendeva la Juventus una squadra quasi impenetrabile per gli avversari, soprattutto in Serie A.

Erano anche anni in cui il calcio italiano era un po’ indietro dal punto di vista tecnico-tattico, con molte squadre più rinunciatarie e dirette rispetto a quelle che vediamo oggi. Ai tempi, una buona difesa di posizione consentiva di vincere la quasi totalità delle partite. Basti pensare alla mole di 1-0 della stagione 2015-2016, l’anno della rimonta nei confronti del Napoli. Con un’altra rosa, sarà interessante vedere come Allegri sceglierà di impostare la fase di non possesso. Con Cuadrado ormai terzino fisso, ali molto creative e un difensore come De Ligt in mezzo, la Juve tornerà a un atteggiamento più rinunciatario senza palla o invece si sceglierà di impostare un pressing più offensivo?

De Ligt si esalta nel difendere in avanti.

Le difficoltà di Arthur

Alla luce dei principi di Allegri, è forse il centrocampo la zona dove ci sono più dubbi. Il tecnico toscano ha sempre privilegiato una mediana a 3 in cui le mezzali hanno compiti molto gravosi. Si allontanano spesso dal vertice basso, coprendo ampie porzioni di campo, muovendosi tanto in ampiezza e attaccando costantemente l’area nei cross. Si creava così spesso una distanza enorme tra gli interni e il play, un qualcosa che può enfatizzare molto le difficoltà di Arthur che – come abbiamo visto in questa stagione – è totalmente inadatto nel difendere in campo aperto.

Mancano inoltre le mezzali brave a compiere quel lavoro così gravoso dal punto di vista atletico. Rabiot e McKennie potrebbero forse fare bene (entrambi si esaltano quando corrono e si buttano dentro), ma c’è più di qualche dubbio nell’impostare un’intera stagione con solo loro due, bisogna alzare la qualità e la creatività: anche perché Bentancur ha dimostrato di faticare molto nell’interpretazione del ruolo che Allegri dà agli interni.

Le difficoltà di Arthur e Rabiot contro il Porto.

Insomma, pensando alla mediana a 3 di Allegri, la sensazione è che il centrocampo debba essere quasi totalmente rivisto. Manca un vertice basso bravo a proteggere la retroguardia e dotato di grandi letture difensive, così come mezzali adatte al suo gioco. Il mercato chiarirà molto le idee su che tipo di squadra verrà costruita per il tecnico livornese, con l’attacco che è la principale incognita, in attesa di sapere del futuro di Morata, Dybala e Cristiano Ronaldo. Di certo, una punta fisica servirà, visto che Allegri raramente ha mai esasperato la costruzione dal basso. Vedevamo anzi tanti lanci e cambi di gioco, con la palla costantemente in aria e un Mandzukic vitale per le sue spizzate.

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