LAVAGNA TATTICA – Morata fa la differenza anche con la Spagna, Germania demolita

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© foto www.imagephotoagency.it

Morata non sta facendo la differenza solo con la maglia della Juve. E’ stato decisivo anche con la Spagna nel trionfo contro la Germania

Prima punta nel 4-3-3

Morata è, insieme a Danilo, la principale rivelazione di questo avvio di stagione bianconero, come abbiamo scritto negli scorsi giorni. Il grande stato di salute dell’attaccante spagnolo lo si vede anche quando gioca con la maglia della propria Nazionale: nel trionfo di ieri per 6-0 contro la Germania, l’ex Atletico Madrid è stato sublime. Oltre al gol che ha sbloccato la gara (e un secondo annullato per centimetri), il centravanti ha giocato una gara tatticamente preziosissima.

Nel 4-3-3 di Luis Enrique, Morata ha giocato da prima punta con Ferran Torres e Dani Olmo (due giocatori che amano pestare la linea di fondo) come ali. Lo spagnolo ha dato tanta incisività e pericolosità negli ultimi metri e, come sta avvenendo anche alla Juve, si è rivelato una pedina molto utile nella risalita. Morata ha giocato molto bene spalle alla porta, proteggendo ottimamente palla contro i difensori e consentendo alla sua squadra di guadagnare tanti metri (si è procurato 4 falli).

Sembra un altro giocatore rispetto a quello goffo e insicuro di Londra e Madrid: oggi lo spagnolo è molto efficace nel pulire palloni e nel dare soluzioni di passaggio ai difensori, i quali si affidano spesso alla verticalizzazione su di lui. Oggi Morata è prezioso per l’intero palleggio della squadra e non solo per la spasmodica aggressione della profondità.

Un esempio nella slide sopra. La Spagna palleggia dal basso, con la Germania che – in svantaggio di 3 gol – prova a pressare in avanti. Nessuno però segue lo smarcamento di Morata, che effettua un profondo movimento a venire incontro. I compagni lo trovano così libero, con la Spagna che buca il sistema di pressing teutonico.

Morata crea spazi per Koke e Fabian Ruiz

L’attaccante bianconero è stato decisivo anche nell’esaltare le mezzali iberiche, Fabian Ruiz (entrato dopo pochi minuti al posto di Canales) e Koke. Per tutta la partita, Morata si è mosso in modo strepitoso senza palla: veniva incontro attirando fuori posizione i difensori avversari. In tal modo, si formavano grossi buchi tra le linee tedesche, spazi che le mezzali spagnole erano brave ad aggredire e a riempire.

Erano appunto Koke e Fabian Ruiz che si buttavano nei buchi creati dal compagno, i due aggredivano ottimamente la profondità. Ne è un esempio il gol di Gayà, in cui Morata prima viene incontro e poi serve molto bene il centrocampista del Napoli (puntuale nell’inserirsi) sulla corsa.

L’azione del quinto gol. Si vede bene Morata che libera lo spazio per Fabian Ruiz che aggredisce la profondità.

La punta è stata un vero e proprio regista offensivo, abile a cucire i reparti e a creare spazi per i compagni. Caratteristiche che in estate si associavano (giustamente) a Dzeko, ma che sorprendentemente anche Morata sta dimostrando di possedere.

Un altro esempio nella slide sopra, in cui lo spagnolo viene molto incontro – attirando su di sé la difesa – e crea le condizioni affinché Koke e Fabian Ruiz possano buttarsi dentro.

Pericolosità dentro l’area

Inoltre, la Spagna ha utilizzato anche molto bene le corsie esterne in zone di rifinitura. I terzini (Sergi Roberto e Gayà) erano in costante sovrapposizione in supporto delle ali, le quali a seconda della situazione formavano un 2 vs 1 in fascia oppure andavano ad aggredire l’area (come in occasione del secondo gol). In quelle situazioni, la presenza di Morata al centro dava tanta pericolosità nei cross.

Insomma, una gara completa per l’attaccante spagnolo, che sembra letteralmente rinato dopo le difficoltà delle stagioni passate.

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