Lazio-Juve in quattro episodi: polemiche, frecciate e parole velenose

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Lazio Juve in quattro episodi: polemiche, frecciate e una sana rivalità tra le due squadre, avversarie della 7ª giornata

È un Lazio-Juve nel segno del caos quello che ci apprestiamo a vivere nella 7ª giornata di Serie A. Il caso tamponi nei biancocelesti ha tenuto banco in questi giorni, con alcune criticità manifestate in questa delicata situazione. Ma, nel corso della storia calcistica in Italia, non è la prima volta che l’incrocio tra le due compagini porta con sé una ventata di polemiche…

Juve-Lazio 1997/1998: quel rigore concesso a Del Piero…

Subito preso in esame un episodio risalente alla stagione 1997/1998. In un Juve-Lazio datato 6 dicembre ’97, il mirino si concentrò su un calcio di rigore guadagnato e poi trasformato da Alessandro Del Piero, che valse il successo della Vecchia Signora. Sul punteggio inchiodato sull’1-1, l’attaccante venne atterrato in area di rigore da Marchegiani. L’arbitro Boggi concesse il vantaggio, con il pallone che giunse tra i piedi di Inzaghi. Pippo colpì il palo, con Boggi che tornò sui suoi passi assegnando il rigore alla Juventus poi trasformato da Del Piero. Una decisione seguita da tante polemiche nelle settimane successive.

Lotito non vende Milinkovic-Savic: «Non hanno abbastanza soldi»

Fecero parecchio rumore le parole pronunciate da Claudio Lotito il 30 maggio 2018 ai taccuini di Tuttosport. Il presidente della Lazio scoccò la sua freccia nei confronti della Juventus, che in quella sessione dei trasferimenti era interessata all’acquisto di Sergej Milinkovic-Savic. «Non esiste la possibilità che vada a Torino perché la Juve non ha i soldi per comprarlo». Rifiutati 110 milioni di euro per il centrocampista serbo l’estate precedente dal patron biancoceleste, che non volle scendere a patti neanche con la Vecchia Signora.

Inzaghi contro il VAR: «Anche con la Juve…»

Dopo un Cagliari-Lazio terminato 2-2 l’11 marzo 2018, Simone Inzaghi perse la pazienza ai microfoni di Premium Sport nel commentare gli episodi giudicati a suo sfavore dal VAR. Ecco cosa disse l’allenatore, che si tolse anche alcuni sassolini relativi alla partita disputata contro la Juventus nei giorni precedenti:

«Per l’ennesima volta siamo stati danneggiati perché il VAR è stato utilizzato male. La prestazione c’è stata, ma così si fa dura. Probabilmente la partita si sarebbe indirizzata in un altro modo. Però non mi va più di parlarne ormai, mi sono espresso tempo fa. È sotto gli occhi di tutti che siamo stati penalizzati. Sabato scorso non abbiamo detto nulla che non ci è stato dato un rigore netto con la Juve. Anche oggi la stessa cosa, ma nel secondo tempo succede l’esatto contrario. Il rigore del Cagliari è indiscutibile, ma viene interrotto il gioco per andare a vederlo. L’arbitro Guida mi ha detto che secondo lui il rigore non c’era. Non so cosa gli abbia detto il signor Gavillucci. Così come non so che abbia detto Irrati a Banti la settimana scorsa».

Diaconale e la polemica sullo Scudetto a tavolino

La scorsa stagione è stata segnata in maniera indelebile dall’emergenza Coronavirus, che ha sospeso per circa tre mesi il campionato di Serie A. C’erano tanti dubbi legati alla ripartenza della stagione, con il discorso Scudetto in bilico… Titolo assegnato a tavolino? Arturo Diaconale, direttore della comunicazione della Lazio, espresse la sua opinione in un lungo post sul suo ‘Taccuino Biancoceleste’ affidato a Facebook. Ecco la sua frecciata:

«Le polemiche per spiegare che il legittimo interesse della Lazio a finire regolarmente il campionato non nasce dalla pretesa di vincere lo scudetto a tavolino, ma solo dalla speranza di poterlo conquistare sul campo e per rilevare come questo interesse abbia la stessa legittimità di quello di chi vorrebbe annullare il campionato in corso o per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione».

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