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Brighi: «Bologna con meno paura, sa di poter vincere» – ESCLUSIVA

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Matteo Brighi, ex centrocampista di Bologna e Juventus, ha analizzato la sfida del Dall’Ara e non solo per i nostri microfoni

Penultima gara del 2021 per la Juventus, che alle 18 di oggi sarà di scena al Dall’Ara contro il Bologna. I bianconeri, dopo il pareggio di Venezia, vanno in cerca di tre punti per riprendere a marciare verso la zona Champions League, mentre i rossoblù vogliono riscattare i recenti passi falsi. Di queste partita, e molto altro, ha parlato, in esclusiva per Juventusnews24, il doppio ex Matteo Brighi.

Che partita dobbiamo aspettarci da Bologna-Juventus?

«Mihajlovic e il Bologna sanno che si tratta di una partita importante per loro. La Juve è in un momento storico non dei migliori, quindi la formazione bianconera può essere affrontata con una sudditanza psicologica minore. Sarà una gara difficile, i rossoblù sanno bene di poter fare lo sgambetto alla squadra di Allegri».

E’ un Bologna da Europa?

«Ci sono tante squadre che sono migliorate. Il Bologna ogni anno fa qualcosa di più del precedente, ma parlare anche solo di Europa League, al momento, mi pare un discorso proibitivo. Ci sono diverse compagini in lotta per quei posti. Poi, per ora, i risultati stanno dando ragione a Mihajlovic…».

Soffermandoci sulle posizioni che portano a giocarsi le competizioni europee, la Juve riuscirà a raggiungere il quarto posto o quelle davanti viaggiano a ritmi troppo elevati?

«L’organico che ha a disposizione la Juve è un organico da primissime posizioni. Poi, anche in questo caso, le rivali si sono rafforzate tanto e i bianconeri, fino a questo momento, non stanno girando come dovrebbero, ma credo che fino alla fine diranno la loro per la zona Champions».

Parlando di Juve che non ingrana, si è fatto un’idea su quali possono essere i motivi di questa situazione?

«Sicuramente la perdita di un giocatore che ti garantiva 30 gol a stagione come Cristiano Ronaldo ha influito e non poco. Poi, negli ultimi anni, sono stati fatti anche acquisti sbagliati e inoltre alcuni membri del gruppo, che hanno tirato la carretta per anni, sono calati. Ma dopo tanti anni di vittorie un periodo di flessione penso sia normale. La Juve, però, ha le carte in regola per competere per posizioni importanti, l’organico è un organico di grande valore».

Kean e Morata, fin qui, non sono riusciti a risolvere il problema gol e la mancanza di Ronaldo, come detto anche da lei, si fa sentire…

«Io sono convinto che Kean e Morata siano giocatori da Juve. Se la Juve li ha scelti significa che sono in grado di giocare a questi livelli. Poi sai, sostituire uno come Cristiano Ronaldo non è assolutamente un compito facile e un momento di appannamento possono averlo anche questi giocatori. Poi credo che la storia di Kean sia ancora troppo breve per dire se farà la differenza, ma se la società bianconera ti sceglie, ripeto, è perchè sa che puoi dare qualcosa di importante».

Un altro reparto molto criticato è il centrocampo. Che idea si è fatto?

«Io credo che ci siano tanti giocatori buoni che non si esprimono per quello che si pensava al momento dei loro arrivi. Quelli che ai tempi sembravano acquisti sensati, ora non si stanno rivelando, chi per un motivo e chi per un altro, quello che ci si aspettava. Poi bisogna essere dentro per capire determinate situazioni, ma presi singolarmente sono giocatori di primo livello».

Interverrebbe in qualche modo già sul mercato di gennaio?

«Alla fine dei conti solo chi è dentro sa bene cosa non gira come dovrebbe girare. Nomi veri e propri non mi sento di farli, ma probabilmente mi fionderei su un attaccante che possa garantire almeno una ventina di gol a stagione».

Il ritorno di Allegri è stato un ritorno giusto?

«Guardando i risultati ad oggi sembra di no, però la stagione è ancora lunga. Anche lo scorso anno Pirlo dovette prendersi le colpe di una stagione fallimentare, nonostante due coppe messe in bacheca e una qualificazione in zona Champions League ottenuta. Manca ancora tanto al termine del campionato, i giudizi veri e propri si danno solo alla fine».

Dybala nuovamente ko, ma ad un passo dal rinnovo. Condivide la scelta di puntare ancora su di lui o avrebbe preferito altri profili?

«Il problema di questo rinnovo è che in ogni caso una cifra importante sarebbe dovuta essere spesa dalla società sul mercato. I giocatori in scadenza mettono un po’ alle strette le dirigenze. La Juve, avesse deciso di non rinnovare Dybala, avrebbe poi dovuto virare su un profilo altrettanto importante e forse anche più costoso. E’ il gioco delle parti, ma l’argentino, quando sta bene, ha sempre dimostrato il suo reale valore. Lo scorso anno, in particolare, nei tanti mesi in cui è stato assente la sua mancanza si è sentita e non poco».

Tra i giocatori in partenza c’è invece Ramsey. Cosa non ha funzionato, secondo lei, nella sua avventura alla Juve?

«Ramsey è un altro giocatore il cui valore non penso si possa discutere, ma non è riuscito ad esprimersi ai livelli abituali, non confermando la scelta della Juve di puntare su di lui. Credo non sia considerabile come un giocatore scarso, visto quanto è stato rincorso e quanto poi è stato atteso in queste stagioni, quanto più non utile alla causa. Ma ripeto, il valore di uno come lui non si può mettere in discussione».

Il sorteggio Champions ha messo di fronte alla Juve il Villarreal. E’ stato un sorteggio positivo?

«E’ stato un sorteggio importante, perchè il Villarreal ha fatto vedere di essere capace di qualificarsi anche in un girone difficile. In pochi riescono a vincere a Bergamo contro l’Atalanta, quindi è una squadra da non sottovalutare come tutte quelle arrivate fin qui. Poi ovvio che è meglio affrontare gli spagnoli che il Psg, ma se dovessi dare una percentuale direi che al 51% passa la squadra di Allegri. Sulla carta è la squadra migliore, ma deve stare attenta, visto che da quest’anno non conta nemmeno più la regola dei gol messi a segno in trasferta».

Chi vede favorita per lo scudetto?

«In questo momento direi l’Inter, che comunque non ha perso più di tanto per come ha operato sul mercato e, in più, Inzaghi ha portato anche qualcosa di importante. Poi dietro ci sono Atalanta, Napoli e anche il Milan, che ora non ha più le coppe e può concentrarsi solo sul campionato. Metterei nel discorso anche la Juve nonostante sia staccata. Queste squadre, con un filotto di vittorie importanti, possono ancora dire la loro nella corsa. I bianconeri ne hanno tante davanti e sicuramente hanno percentuali di successo minori, ma manca ancora metà stagione e può succedere di tutto».

Da doppio ex, che ricordi ha delle sue esperienze con Juve e Bologna?

«Sicuramente è stata un’esperienza formativa quella che ho vissuto alla Juve. Io arrivavo dalla C2 e fu quindi un salto molto importante, che mi permise di entrare in un mondo, come quello bianconero, anche solo di traverso, visto che non giocavo tantissimo. A Bologna sono stato invece in due stagioni differenti. Alla prima esperienza ero molto giovane, mentre alla seconda ero ormai arrivato a fine carriera. Bologna è però l’esperienza che più mi è rimasta dentro al cuore, sia come città, sia come ambiente di squadra che come tifosi. In ogni caso posso solo che parlar bene di entrambe queste esperienze».

Si ringrazia Matteo Brighi per la cortesia e la disponibilità dimostrate nel corso di questa intervista