Mavididi: «Con la Juve attrazione fortissima. L’italiano? Lo parlo ancora poco»

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Le parole dell’attaccante bianconero sulle prime impressioni alla Juventus ed i ricordi legati al passato

Stephy Mavididi, attaccante della Juventus Under 23, ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di Gianluca Di Marzio. Dai sacrifici fatti in passato, fino agli aneddotti legati all’avventura in bianconero. Di seguito, ecco riportato un estratto delle parole del francese.

I SACRIFICI – «Per tre volte a settimana, io e mia mamma prendevamo il pullman per andare al campo: un’ora e mezzo di viaggio. Non avevamo la macchina, dovevamo arrangiarci. Tornavo a casa alle dieci di sera. Sono stato allenato da Henry: un mio idolo. Mi ha insegnato i movimenti in attacco, a essere efficace sotto porta».

LA JUVENTUS – «Non è stato facile all’inizioSono qui da sette mesi, ma ho dovuto adattarmi. Vita diversa, cibo diverso e pure gli allenamenti: solo facendoli mi sono davvero reso conto di quanto sia tattico il calcio italiano. In Inghilterra è molto più fisico, qui invece i movimenti, le posizioni contano moltissimoSto trovando il ritmo.Tutta la squadra ci sta riuscendo. Il nostro obiettivo è dare il massimo da qui alla fine».

RETROSCENA IN BIANCONERO – «Quando ho saputo che la Juve era interessata, l’attrazione è stata fortissima. Non avevo mai vissuto fuori dall’Inghilterra, ho lasciato la mia famiglia e mi sono trovato in una realtà nuova. Mi reputo una persona solitaria. Mi piace stare da solo, ma ho tanti amici vicino a casa mia: a due passi ci sono Fernandes, Idrissa Touré, Kean. Ci vediamo spesso: giochiamo tanto alla Play Station».

CR7 E L’ITALIANO – «Cristiano sa l’inglese e conosce la nostra cultura. Parliamo di città da visitare, di Londra. L’italiano lo parlo ancora poco. Qui la vita è molto diversa: il cibo, per esempio. E le abitudini: si fa cena alle 8.30, 9. In Inghilterra almeno due ore prima».