5 motivi per cui Mario Mandzukic meriterebbe il Pallone d’Oro

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L’attaccante croato è stato inserito nella lista dei 30 giocatori in lizza per il Pallone d’Oro. Ecco perché Mario Mandzukic meriterebbe di vincere

Mario Mandzkukic non vincerà il Pallone d’Oro. L’attaccante della Juventus, già sorprendentemente inserito nella lista dei 30 candidati finali, ha veramente poche speranze di contendere il prestigioso premio ai vari Luka Modric (iper favorito), Cristiano Ronaldo, Antoine Griezzmann o Kylian Mbappé. Questione di numeri, trofei e gol, anche se il croato della Juventus, per almeno cinque motivi, si meriterebbe il premio di France Football più dei quattro grandi favoriti.

Pallone d’Oro a Mandzukic: perché c’è quando conta davvero

Mario Mandzukic non segna sempre, ma segna quando conta. Nessun gol accessorio per il numero 17 bianconero, abituato a colpire quando la sua Juve ne ha davvero bisogno. Quante volte l’ex Atletico ha tolto le castagne del fuoco ad Allegri con una zampata sgraziata o con un colpo di testa sporco. Grezzo ma letale in fase di finalizzazione: i gol “brutti” valgono come quelli “belli” (non che Mario non ne faccia).

Pallone d’Oro a Mandzukic: per il Mondiale

Protagonista assoluto in Russia: leader carismatico e tecnico di una Nazionale forte ma non farcita di campioni di primissima fascia. Grazie ai suoi 5 gol (uno imprescindibile nella semifinale con l’Inghilterra) la Croazia è andata a un passo dal sogno Mondiale, competizione a cui tra l’altro la FIFA tiene particolarmente. Nessuno dei 29 competitor di Mario ha trascinato così tanto la propria Nazionale nella manifestazione iridata.

Pallone d’Oro a Mandzukic: per lo spirito di sacrificio

Per quelle corse di 60 metri ad inseguire un avversario, con la voglia di strappargli il pallone ad ogni corso. Mandzukic non è una prima donna, è un combattente. Uno che non ha paura di sporcarsi la maglia, uno che non tira mai indietro la gamba, uno che non simula. Siamo davvero convinti che un dribbling con effetto speciale valga più di tackle scivolato in ripiegamento?

Pallone d’Oro a Mandzukic: per la duttilità

Cambiare ruolo a 30 anni non è una cosa scontata. Mario l’ha fatto, con la testa bassa, perché glielo chiedeva la sua Juve. E l’ha fatto maledettamente bene: diventando a tutti gli effetti un esterno di attacco, se pur atipico. Non che abbia perso la confidenza con il vecchio ruolo, anzi, ma ha dimostrato, con l’applicazione, di poter essere altrettanto efficace in una posizione mai ricoperta in carriera.

Pallone d’Oro a Mandzukic: perché basta scelte banali

Sarebbe troppo facile consegnare il premio a Luka Modric, troppo. Dopo la storia di una stagione in cui la scelta del croato è quasi dettata dalla necessità di interrompere l’egemonia CR7-Messi. È da anni che il Pallone d’Oro viene assegnato a un calciatore che sa già di ricevere il premio. Al di là delle dinamiche poco avvincenti della premiazione, sarebbe bello, per una volta, non compiere una scelta banale. Ma una scelta coraggiosa, forse un pizzico folle: Mario Mandzukic.

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